Lavori di marzo in giardino, orto, frutteto

Nel mese di marzo, con il verificarsi dell’equinozio di primavera, ha inizio la stagione di ripresa vegetativa per molte piante. È dunque inevitabile che chi si occupa delle piante veda l’intensificarsi dei lavori nell’orto e non solo; bisogna però tenere ben presente che, soprattutto nelle regioni dal clima più freddo, il mese di marzo spesso nasconde insidie come pericolose gelate tardive, sporadici eventi nevosi, piogge intense o improvvisi ritorni di freddo. Per questo è bene che si consideri un certo margine di rischio legato all’instabilità delle condizioni meteo: in caso di dubbio, è meglio posticipare alcuni lavori come ad esempio le piantumazioni all’esterno o le semine che potrebbero risultare irrimediabilmente compromesse da un peggioramento climatico.

Lavori di marzo in campagna

Lavori di Marzo in giardino

Per arbusti, siepi, rampicanti ed alberi a marzo è possibile eseguire operazioni di sfoltimento della chioma e potatura: l’asportazione di parte della vegetazione non è solo una necessità di tipo estetico allo scopo di conferire ordine al giardino, ma è indispensabile anche per stimolare l’emissione di nuovi germogli. Le siepi e le piante rampicanti (come ad esempio glicine, edera, buganvillea…) vanno cimate nei loro apici, eventualmente rimpiazzando le piante dalla crescita più stentata e fornendo una concimazione a base di azoto, fosforo, potassio e microelementi (ferro, magnesio, calcio, zinco, boro, rame…) indispensabili per garantirne la crescita rigogliosa.

Le specie arbustive del giardino come ad esempio rose, forsizie, buddleje, ortensie, azalee e caryopteris, se non potate precedentemente, devono essere sottoposte a questa indispensabile operazione prima della fine di marzo, e comunque prima della ripresa dell’attività vegetativa. Un consiglio sempre valido è quello di disinfettare con cura tutti gli attrezzi utilizzati per la potatura (cesoie, forbici, seghetti…) quando si passa da una pianta all’altra e anche al termine del lavoro, applicando dell’apposito mastice ad azione cicatrizzante sui tagli da potatura per evitare il propagarsi di malattie fungine.

Anche le piante che necessitano di un rinvaso devono essere sottoposte a questa operazione prima dell’inizio della ripresa vegetativa. Il nuovo vaso, di dimensioni maggiori o uguali rispetto al precedente, deve essere accuratamente lavato con acqua e candeggina e, se necessario, trattato con prodotti antifungini. In seguito al travaso è indispensabile fornire alla pianta una adeguata concimazione per stimolarne la radicazione.

Trapiantare

Nel mese di marzo è possibile inoltre iniziare a trapiantare all’esterno anche specie precedentemente coltivate in coltura protetta o acquistate in vivaio (in zolla o in vaso): è sufficiente scavare una buca commisurata alle dimensioni della zolla, riempiendola prima con uno strato di letame maturo e poi con un misto di terriccio, compost e torba. È molto importante ricordare che le radici della pianta da trapiantare non siano mai a diretto contatto con il letame. La buca va poi ricoperta con il terreno di riporto, che va compattato (ma non troppo) per eliminare gli spazi vuoti e favorire il contatto delle radici con il suolo. A concludere questa operazione una innaffiatura con fertilizzante liquido permetterà la migliore radicazione della pianta, evitando le cosiddette “crisi da trapianto” che sono indicatrici di un attecchimento stentato.

Le specie bulbose trapiantate nel terreno nel mese precedente, come ad esempio gladioli, lilium, gigli e tulipani, nel giro di poco tempo inizieranno a fiorire e per supportarle è indispensabile una fertilizzazione con concimi granulari. È comunque possibile piantare nuovi bulbi anche nel mese di marzo, magari disponendoli nelle aiole con colori alternati e secondo disegni geometrici in grado di conferire al giardino una piacevole atmosfera.

Semina e piantumazione

In questo periodo, se le temperature sono sufficientemente miti, può proseguire la piantumazione e la semina all’aperto (sia in pieno campo che in vaso) di piante erbacee fiorite come ad esempio portulaca, viola del pensiero, primula, pisello odoroso, ciclamino, mesembriantemo, iberide perenne, geranio, erica, fiordaliso, bocca di leone, primula, agerato, amaranto, pratolina, speronella, garofano, gaillardia, impatiens, cosmea, calendula, zinnia, tagete, digitale, petunia, verbena, dalia, nasturzio e statice. È indispensabile anche in questo caso utilizzare un terriccio specifico per le piante da fiore, concimare con un apposito fertilizzante ed annaffiare regolarmente per stimolare la germinazione e la crescita delle piantine.

Lavori di Marzo nell’orto

A marzo, nel nostro orto, possiamo avere piante sia all’aperto che in coltura protetta (come ad esempio in serra o sotto tunnel). Le colture all’aperto sono, senza dubbio, estremamente sensibili alle condizioni meteorologiche: per questo le lavorazioni vanno eseguite con un certo criterio. In presenza di terreno molto bagnato, ed in particolar modo quando si ha una prevalenza della componente argillosa che tende a compattarlo, è sconsigliato effettuare lavorazioni poiché risulta difficile utilizzare gli attrezzi. Il terreno bagnato d’acqua, se rivoltato, vangato o zappato, tende inoltre a compattarsi in grosse zolle che, quando si asciugheranno, rimarranno di consistenza durissima.

Ciò significa che non sarà possibile il corretto arieggiamento delle radici, e nemmeno la presenza di quegli organismi tipici del suolo (come, ad esempio, gli utili lombrichi) che contribuiscono ad aumentarne la fertilità e gli scambi di ossigeno. Se le condizioni lo permettono, le lavorazioni devono evitare la formazione di zolle di grosse dimensioni, e contemporaneamente a queste è indispensabile fornire al suolo una buona concimazione organica utilizzando stallatico equino, letame maturo o del compost. Cosa fare se, dopo le lavorazioni, si verificano forti eventi di pioggia in grado di rovinare la struttura del terreno? Un buon metodo è quello di coprire con dei teli in materiale plastico il suolo, fissandoli bene con sassi, pesi o picchetti.

Semina

Una volta preparato adeguatamente il terreno e se le temperature sono sufficientemente miti, si può iniziare la semina in piano campo. Questa operazione va eseguita con ordine, preferibilmente seguendo schemi geometrici al fine di ottimizzare gli spazi e facilitare le successive operazioni di concimazione, lavorazione del terreno, diserbo e così via. Per effettuare la semina a righe è sufficiente aiutarsi con assi di legno o pezzi di cordicella da disporre ordinatamente sul terreno a distanze regolari (indispensabile è un metro o un distanziatore). Al fine di favorire la germinazione dei semi è possibile stendere sul terreno una copertura di materiale per giardinaggio (tessuto non tessuto): questo strato protettivo serve inoltre a salvaguardare le sementi ed i giovani germogli dall’attacco di animali dannosi come uccelli e lumache.

Per quanto riguarda i vegetali in coltura protetta, ortaggi come melanzane, lattughe, zucchine, peperoni, radicchi, pomodori, cetrioli, ravanelli, peperoncino, zucche, ma anche melone ed anguria soffrono le basse temperature e possono essere seminate in serra o tunnel, per poi trasferirle all’esterno quando il clima lo permette (con temperature minime che non scendano al di sotto di 12-13°C). È indispensabile, soprattutto nelle giornate dalle condizioni meteo più miti ed assolate, arieggiare adeguatamente questi spazi chiusi per evitare che la temperatura si innalzi troppo (in alcuni casi può anche superare i 40°C!) e che si verifichi un ristagno di umidità.

Le condizioni caldo-umide sono infatti particolarmente dannose per la sopravvivenza delle piante, e rappresentano la situazione ideale per il proliferare di muffe e funghi patogeni. Da non dimenticare, inoltre, gli sbalzi termici dovuti al passaggio tra il giorno e la notte, dove può fare ancora piuttosto freddo: in presenza di condensa visibile sulle pareti o di temperature troppo elevate è necessario arieggiare immediatamente. Le irrigazioni delle colture protette devono essere effettuate utilizzando acqua a temperatura ambiente, prestando attenzione agli eccessi idrici dannosi per le piante poiché in grado di causare asfissie e marciumi dell’apparato radicale.

Per molte specie di piante orticole l’arrivo di marzo invece non segna una vera e propria ripresa dell’attività vegetativa, ma piuttosto rappresenta una continuazione del ciclo vitale iniziato nei mesi o nell’anno precedente. Per questo bisogna proseguire con la cura di ortaggi come carota, fave, cipolla, porro, cicoria, cavoli, verze, cavolfiori, barbabietola da zucchero, prezzemolo ed aglio. Soprattutto per le colture protette è bene non esagerare con la concimazione (soprattutto quella azotata) poiché il vegetare rigoglioso delle piante andrà ad influire negativamente, nei periodi successivi, su fioritura, precocità di maturazione e dimensione dei frutti.

I gerani che hanno trascorso l’inverno al riparo di serre o altri ambienti protetti possono essere finalmente portati all’esterno, disponendoli su balconi e terrazzi. Se le condizioni lo richiedono, i gerani vanno rinvasati utilizzando specifici terricci per queste piante; è bene inoltre sfrondare le piante eliminando i rami secchi o presenti in eccesso.

Lavori di Marzo nel frutteto

Marzo è un buon mese per eseguire lavori nel frutteto, assecondando il naturale “risveglio” delle piante. Sono innanzitutto indispensabili operazioni di diserbo ed eliminazione di erbacce dalla base degli alberi, per evitare che queste infestanti sottraggano alle piante da frutto nutrienti ed acqua, ed una adeguata fertilizzazione utilizzando sostanza organica (compost, letame maturo o stallatico) oppure concimi granulari a base di fosforo e potassio. Da evitare la concimazione con eccessivo azoto, che spinge troppo la crescita della vegetazione a scapito di una ottimale fioritura e fruttificazione.

In marzo vanno effettuate le potature di meli, peri, viti ed altre specie da frutto come lamponi, ribes, uva americana e rovo, avendo l’accortezza di chiudere i tagli di potatura con un apposito mastice ad azione antifungina ed antiparassitaria.

Se il clima nei periodi precedenti non l’avesse ancora permesso, in marzo si possono mettere a dimora nel frutteto piante come ciliegi, prunus, susini, olivi, noccioli, albicocchi ed effettuare innesti a spacco di ciliegi e pruni.

Lavori di Marzo sulle piante da appartamento

Arrivata la primavera, le piante da appartamento iniziano la ripresa vegetativa stimolate dalle giornate che cominciano ad allungarsi. Specie come ad esempio tronchetto della felicità, ficus benjamin e potos devono essere fertilizzate con prodotti completi allo scopo di favorire la formazione di nuovi germogli. Se le foglie già presenti fossero caratterizzate da una patina opaca è bene rimuoverla utilizzando specifici prodotti lucidanti che ne migliorano non solo l’estetica, ma anche gli scambi di gas (ossigeno ed anidride carbonica) con l’aria. È indispensabile rinvasare le piante che hanno raggiunto dimensioni eccessive per il vaso nel quale sono contenute, concimandole poi adeguatamente. In questo delicato periodo è bene iniziare a trattare le piante da appartamento con specifici prodotti fitosanitari per prevenire gli attacchi di insetti dannosi (come ad esempio cocciniglie, ragnetto rosso ed afidi) e malattie di natura fungina (oidio, fumaggini, marciumi, muffa grigia…).

Piante grasse

Anche le piante grasse riprendono la loro attività, e vanno posizionate vicino alle finestre in modo graduale, per periodi via via più prolungati al fine di consentirne l’adattamento alle condizioni di luminosità evitando al contempo pericolose scottature. Per le crassulacee e le cactacee le irrigazioni devono riprendere con gradualità, senza mai cadere nell’eccesso.

Bonsai

Gli appassionati di bonsai devono apprestarsi ad un mese impegnativo, che inizia con rinvasi e potature e prosegue con la concimazione con prodotti specifici ed un progressivo aumento delle frequenze di annaffiatura. Attenzione: specie come querce, carpini, faggi e castagni non vanno potate in primavera, ma in autunno! Al fine di evitare gli attacchi di parassiti e miceti è indispensabile il trattamento preventivo di queste piante con acaricidi ad ampio spettro e fungicidi sistemici.

video corso sull'orto biologico

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.