Principali malattie fungine delle piante

Nonostante l’impegno, le cure e le assidue attenzioni, può accadere che le piante del nostro giardino o dell’orto subiscano gli attacchi di funghi patogeni. Scopriamo in questa guida quali sono le principali malattie fungine delle piante di interesse orticolo e ornamentale, come si riconoscono, come prevenirle l’insorgenza e i principi attivi per combattere le infezioni in atto.

Malattie fungine delle piante

Ma quali sono le malattie fungine delle piante, le patologie che vengono provocate da funghi e che possono attaccare, e spesso uccidere, le nostre amiche verdi?

I loro nomi sono curiosi e spesso ignoti a chi vive in città, ma per agricoltori e coltivatori rappresentano altrettanti spauracchi, nemici silenziosi e implacabili contro i quali l’uomo combatte da secoli nel mondo agricolo: Oidio, Peronospera, Muffa Grigia sono solo alcuni dei più noti. Andiamo quindi a scoprire cosa sono, come agiscono, come li si riconosce e soprattutto come si possono combattere efficacemente per la salvezza e la salute delle nostre piante da giardino e da appartamento.

Riconoscere e combattere le principali malattie fungine delle piante

Oidio

Uncinula spp.

L’oidio, conosciuto anche come “mal bianco” o “albugine”, è una delle principali malattie fungine delle piante, e viene provocata da diversi funghi appartenenti alla famiglia delle Erisifaceae. Gli attacchi di oidio sono riconoscibili per via delle macchie di aspetto polverulento e colore bianco-grigiastro che gradualmente si diffondono ricoprendo tutte le parti aeree della pianta, e in particolar modo le foglie. Sulle lamine fogliari appaiono gradualmente delle decolorazioni, con successivo ingiallimento e disseccamento. Ad essere colpiti sono anche i fiori e i fusti, che subiscono deformazioni anche notevoli.

La malattia è causata dalla penetrazione del micelio del fungo all’interno delle cellule vegetali, cui segue la formazione di una muffa (formata da organi riproduttivi detti conidi) sulla superficie. Su questo strato di aspetto lanuginoso si formano spore ibernanti che garantiscono la sopravvivenza del mal bianco da un anno all’altro; inoltre il fungo sopravvive sotto forma di micelio anche nei tessuti vegetali colpiti, che pertanto devono essere distrutti (es. bruciati) per evitare il diffondersi della malattia.

Solitamente gli attacchi di oidio sono favoriti da condizioni di elevata umidità ambientale, anche se questa non rappresenta un fattore limitante; è infatti possibile osservare lo sviluppo della patologia anche in condizioni di umidità non particolarmente eccessiva. Nemmeno la temperatura rappresenta un fattore limitante, dal momento che i funghi appartenenti alle Erisifacee sopportano bene sia le temperature relativamente basse che quelle elevate.

Oidio

L’oidio è una delle malattie fungine delle piante più diffuse anche per via del fatto che ad essere attaccate sono, più o meno indifferentemente, sia le specie erbacee che quelle arboree. In caso di attacchi di oidio, i prodotti in grado di bloccare le infezioni in atto sono ad esempio i Pirimidinici (Fenarimol, Nuarimol), i Fosforganici (Pirazofos) e i Triazoli (Diclobutrazolo, Propiconazolo, Tetraconazolo…). Ciononostante, la miglior cura per l’oidio è rappresentata dalla prevenzione: per evitare lo sviluppo del mal bianco è opportuno distanziare le piante per evitare il ristagno dell’umidità e non effettuare irrigazioni sugli apparati aerei.

Peronospora

Peronospora spp.

La peronospora è una è una delle principali malattie fungine delle piante, facilmente riconoscibile perché caratterizzata da macchie sulla pagina superiore delle foglie di forma rotondeggiante o irregolare, mentre in corrispondenza di esse sulla pagina inferiore sono presenti formazioni di muffa di colore bianco o grigiastro. In seguito ad un attacco di peronospora si osserva un disseccamento parziale o addirittura totale delle foglie, preceduto da decolorazioni ed imbrunimenti fogliari. In alcuni casi le foglie mostrano, in alcune loro parti, lo sviluppo di tessuti ipertrofici.

La peronospora penetra all’interno dei tessuti fogliari attraverso gli stomi, ovvero le piccole aperture che consentono gli scambi gassosi tra la foglia e l’atmosfera. Una volta che il patogeno è penetrato, sulla foglia compaiono le prime maculature che poi portano allo sviluppo dei veri e propri corpi fruttiferi (detti conidiofori). Sono proprio questi a garantire la disseminazione delle oospore, che permettono alla specie di diffondersi da un anno all’altro rimanendo dormienti nel terreno.

Ad essere colpite dalla peronospora sono soprattutto le viti, le piante orticole e quelle di interesse florovivaistico. Le condizioni che favoriscono lo sviluppo della peronospora sono legate all’elevata umidità ambientale, come ad esempio accade in seguito ad abbondanti piogge o irrigazioni, e da temperature miti.

In caso di infezione da peronospora si possono utilizzare prodotti come ad esempio Cimoxanil, Dimetomorf, Fenilammidi (Oxadixyl, Metalaxyl) ed Etilsolfito di alluminio. Anche in questo caso il controllo dell’umidità rappresenta un fattore fondamentale per la prevenzione di questa malattia.

Muffa grigia

Botrytis cinerea

Il fungo parassita noto come Botrytis cinerea è origine di una delle principali malattie fungine delle piante; risulta tra i maggiormente ubiquitari, virulenti e adattabili, il che rende la muffa grigia una delle malattie più difficili da controllare e da combattere. Come del resto dice il nome, gli attacchi di muffa grigia sono caratterizzati dalla formazione di uno strato feltroso compatto di colore grigiastro sui tessuti della pianta, nel quale sono presenti gli organi riproduttivi. Le condizioni più adatte per lo sviluppo della muffa grigia sono rappresentate da umidità elevata e temperature comprese fra 15 e 25°C.

La muffa grigia è una delle malattie fungine delle piante più diffuse su colture floricole (crisantemo, rosa, ciclamino…), ornamentali, specie orticole (pomodoro, fragola…), pomacee (melo, pero), drupacee (pesco, albicocco, susino, pruno…) e sulla vite. In quest’ultimo caso la Botrytis cinerea è particolarmente dannosa non solo perché colpisce l’apparato aereo, ma anche perché intacca i grappoli causando di conseguenza un rilevante danno economico. I sintomi sulle foglie sono solitamente poco dannosi, e anche abbastanza infrequenti; ad essere colpiti sono soprattutto i frutti ed i fiori. Alcune piante floricole invece, come ad esempio il ciclamino, la saintpaulia e la poinsettia, subiscono invece una distruzione completa a causa della muffa grigia.

Muffa grigia

Le soluzioni utilizzate nella lotta contro la Botrytis cinerea sono prodotti antibotritici specifici (Dicarbossimmidi: Procimidone, Diclozolinate, Iprodione; Vinclozolina; Pyrimetanil) oppure prodotti ad ampio spettro come gli Ftalimmidici (Folpet), i Nitrili (Clortalonil) e gli Anilidi (Diclofluanide).

Sclerotinia

Sclerotinia sclerotiorum

I sintomi di un attacco di sclerotinia, una delle principali malattie fungine delle piante, sono rappresentati dall’imbrunimento e dalla marcescenza della parte più bassa del fusto, ed in particolare della zona del colletto, che nelle piante separa la parte aerea delle piante dall’apparato radicale.

Nei tessuti colpiti si osserva la disgregazione completa del midollo, con formazione di un feltro di colore biancastro nel quale si scorgono formazioni più scure del diametro di circa 5-10 millimetri. Queste formazioni sono sclerozi, ovvero strutture fungine in grado di sopravvivere indipendentemente dall’organismo che le ha generate, e che ne garantiscono la propagazione. Gli sclerozi sono in grado di resistere nel terreno, vitali, anche per molti anni; inoltre la sclerotinia può conservarsi anche attraverso i semi. Una delle piante maggiormente soggette agli attacchi di questa malattia fungina è il girasole; ad essere colpite sono anche specie floricole, ortive (es. sedano e carota), agrumi, pero e cucurbitacee (zucca, cetriolo, melone, anguria…).

Sclerotinia

La lotta contro la sclerotinia deve essere soprattutto agronomica, a titolo preventivo. Per evitare il manifestarsi della malattia è necessario creare condizioni sfavorevoli al patogeno, ovvero evitare l’eccessiva umidità ambientale, distruggere immediatamente le piante colpite e utilizzare sementi non contaminate da sclerozi.

Ruggini delle piante

fam. Pucciniaceae

Con il nome di “ruggini” si identificano diverse malattie fungine delle piante causate da microrganismi appartenenti alla famiglia delle Pucciniaceae. Come si può desumere dal nome, gli attacchi di ruggine sono facilmente identificabili per via della comparsa di uno strato superficiale di aspetto polverulento e di color rossiccio-brunastro. In primavera gli attacchi di ruggine sono caratterizzati dalla presenza di pustole rosso mattone del diametro di circa 1-2 millimetri.

Queste pustole, di forma tondeggiante, sono distribuite in maniera non uniforme sulla superficie colpita: in esse si formano le spore dei funghi, responsabili della propagazione della specie e della diffusione della ruggine da una pianta all’altra. Di solito, verso il finire della primavera, sulla pagina inferiore delle foglie interessate dall’attacco si formano anche piccole macchioline nerastre.

ruggine delle piante

La ruggine è una malattia che interessa prevalentemente le foglie, e può colpire moltissime specie vegetali. Fra le patologie più diffuse troviamo ad esempio la ruggine bruna e la ruggine gialla del frumento, la ruggine del pesco, delle leguminose, del ciliegio, dell’asparago e del pino, mentre per quanto riguarda le specie di interesse floristico la malattia colpisce soprattutto garofano, rosa e geranio.

I prodotti maggiormente utilizzati per contrastare le infezioni da ruggini in atto sono Triforine, Propiconazolo, Ciproconazolo, Maneb, Mancozeb o prodotti a base di Ossicarbossina.

Ticchiolatura

Venturia spp. e altre

La ticchiolatura è una delle più celebri malattie fungine delle piante; attacca diverse specie vegetali di interesse ornamentale e produttivo come ad esempio il melo (Venturia inaequalis), il pero (Venturia pyrina), la rosa (Diplocarpon rosae) e il pioppo (Venturia populina). Questa patologia fungina colpisce gli organi dell’apparato aereo della pianta, ma nelle specie da frutto come ad esempio le pomacee i sintomi più tipici ed evidenti (e gravi) sono riscontrabili sui frutti.

Le foglie colpite da ticchiolatura sono caratterizzate da tacche di colore bruno nerastro presenti sia sulla pagina superiore che su quella inferiore. Verso la fine del ciclo riproduttivo del fungo, su queste macchie si forma una polverina brunastra nella quale si formano le spore; nonostante le ripercussioni negative dal punto di vista estetico, questi sintomi raramente causano danni seri alla pianta.

Ticchiolatura

Ben più gravi, e molto più frequenti, sono i danni che la ticchiolatura causa ai frutti; su di essi si formano infatti tacche necrotiche di colore brunastro che possono determinare l’arresto dello sviluppo e la caduta dei frutticini. La ticchiolatura colpisce anche i fiori, i germogli e i giovani rametti delle piante, segnando anch’essi con tacche scure.

In caso di attacchi da ticchiolatura, i prodotti maggiormente indicati sono alcuni Triazoli, Pirimidine, Dodina, Triforine e Anilino-Pirimidine.

Antracnosi

Questa malattia fungina delle piante interessa ad esempio il ciclamino (Gloeosporium cyclamins), la fragola (Colletotrichum acutatum), l’oleandro (Phoma exigua), il platano (Gnomonia platani), l’ippocastano (Guignardia aesculi) e diverse altre specie.

I patogeni che causano l’antracnosi colpiscono diversi organi dell’apparato aereo delle piante, ed in particolar modo i giovani germogli sui quali compaiono strozzature di colore rosato che si trasformano in necrosi, e che si ripiegano ad uncino in modo caratteristico. Le foglie colpite da antracnosi presentano deformazioni ed ispessimenti, e macchie necrotiche di forma tondeggiante. Inoltre, quando il fungo è al culmine della fase riproduttiva, sugli organi colpiti si formano pustole di color salmone.

Antracnosi

Lo sviluppo dell’antracnosi è favorito dalle condizioni caldo-umide (18-26°C), e la lotta chimica può far ben poco sulla malattia in atto. Per questo, è importante prevenire lo sviluppo dei patogeni con adeguate pratiche come ad esempio distruggere prontamente le piante interessate dalla malattia, ed evitare le condizioni di umidità e temperatura elevate.

Alternariosi

Alternaria porri

L’alternariosi è una delle principali malattie fungine delle piante e colpisce prevalentemente la patata e il pomodoro. Si tratta di una malattia grave, che dapprima colpisce le foglie e successivamente si estende ai tuberi ed ai frutti compromettendone lo sviluppo e la commestibilità.

Questa malattia si riconosce dalle macchie necrotiche tondeggianti, di colore scuro, che si sviluppano inizialmente sulle foglie più esterne della pianta. Le tacche brunastre si riconoscono da quelle causate da altre infezioni fungine per via di una particolare zonatura concentrica. Gradualmente, con il diffondersi della malattia, le macchie si allargano fondendosi tra loro e causando infine il disseccamento e il distacco delle foglie. La medesima sintomatologia si può osservare, talvolta, anche sui piccioli e sui fusti delle piante. A livello dei tuberi si formano macchie depresse e di colore brunastro livido, mentre sul pomodoro si formano tacche infossate di colore nerastro.

Alternariosi

La lotta nei confronti dell’alternariosi è soprattutto preventiva: bisogna infatti utilizzare sementi certificate e distruggere prontamente i tessuti vegetali attaccati. Nel caso di infezioni in corso, si interviene con prodotti chimici come ad esempio Ditiocarbammati (es. Maneb, Mancozeb, Propineb), Procimidone e prodotti rameici.

6 Commenti

  1. francesco
  2. carlo panvini
  3. ottavio
  4. roberto la vigna
  5. Domenico Tuttolomondo
  6. mario

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