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Come coltivare la lavanda

Avete deciso di coltivare la lavanda? Ecco allora tutto quello che dovete sapere, dalla coltivazione alla propagazione, dalla raccolta all’essiccamento di questa pianta piena di risorse!

Come coltivare la lavanda

La lavanda evoca immagini dei campi in Francia, saponi e profumi, ha molti usi cosmetici e culinari ed è anche un eccezionale fiore perenne con una grande pianta che attira le farfalle e le api nel giardino. Scegliete una varietà di lavanda inglese, ma anche spagnola e francese adatta al vostro clima, coltivate in luoghi simili alle loro origini mediterranee e rimarrete estasiato dalla sua bellezza e utilità.

Non è solo una pianta che rievoca paesaggi bellissimi e antichi profumi. La lavanda è anche un ottimo alleato dentro casa e in giardino, dove è in grado di sprigionare tutto il suo aroma e di profumare gli spazi interni ed esterni. Questi sono tutti motivi sufficienti per provarci, per provare a cimentarsi nella coltivazione della lavanda, soprattutto se avete un orto o un bel giardino e potete coltivarla direttamente nel terreno. In caso contrario, non vi preoccupate: c’è sempre l’opzione della coltivazione in vaso, ugualmente fruttuosa e piena di soddisfazioni.

Quando e dove piantare la lavanda

Luce

La lavanda necessita di pieno sole e di terreno ben drenato per crescere al meglio. Nei caldi climi estivi, l’ombra del pomeriggio è un toccasana per aiutarla a crescere prospera. Quindi una buona esposizione sì, ma con un pizzico di ombra.

Terreno

La lavanda cresce meglio su suoli moderatamente fertili, quindi  è meglio non modificare il terreno con sostanze organiche aggiuntive; spesso si pensa che il fertilizzante sia un vero toccasana per le piante e invece, si fa più male che bene alla pianta. Meglio inoltre se il terreno è leggermente alcalino, con un pH  a circa 7,0.

Distanza tra le piante

A seconda della varietà, le piante devono spaziare di 10 cm l’una dall’altra.

La lavanda cresce in cespugli rotondi ed è una pianta perenne a crescita più bassa nei climi più freddi.  Le diverse specie sono resistenti alla siccità e non hanno bisogno di annaffiature frequenti. L’annaffiatura in misura massiccia, forse non tutti lo sanno, è una causa comune di stress per le piante di lavanda che può portare alla morte della pianta.

Anche il fertilizzante può essere un nemico della pianta della lavanda, quindi meglio evitare, mentre per quanto riguarda la pacciamatura, dal momento che la lavanda è tollerante alla siccità, non dovrebbe essere necessario il pacciame per conservare l’umidità del suolo se non in casi estremi e dove è strettamente necessario.

Se procedete con la pacciamatura, cercate di usare sempre materiali di piccole dimensioni e non lasciate mai che si accumuli troppa sostanza vicino alla corona della pianta, questo per evitare che la pianta possa marcire e non riesca a respirare nel modo migliore. La pacciamatura in autunno, inoltre, è utile per proteggere le piante dal freddo dell’inverno ed è un ottimo modo per isolarle dal freddo.

La potatura

I gambi dei fiori possono essere raccolti e utilizzati freschi o secchi. Dal momento che la lavanda è una pianta legnosa, questa produce fiori dai giovani steli; per questo è bene potare piante che hanno circa 2 anni tagliando di nuovo i fusti legnosi almeno di un terzo della dimensione. Questo procedimento stimolerà la nuova crescita, con un conseguente benessere dell’intera pianta.

I parassiti e le malattie

I parassiti e malattie, ovviamente, colpiscono anche la lavanda, che non è certo immune da attacchi di varia natura. Dal momento che questa pianta è molto profumata, molti parassiti tendono ad attaccarla, soprattutto nelle zone più umide dove l’oidio e altre malattie fungine possono diventare un problema. Prevenire le malattie fungine è importante e bisogna cominciare spostando, ove possibile le piante  in un luogo con una buona circolazione d’aria. Questo manterrà le foglie secche e ci sarà meno probabilità di soccombere ai funghi e ai parassiti.

Anche altri insetti, come le cimici, le mosche bianche e gli afidi, possono attaccare anche la lavanda. In questo caso potete eliminare gli insetti dalla lavanda con un forte getto d’acqua, insieme  a uno spray di  insetticida che ucciderà questi parassiti senza danneggiare gli altri insetti, quelli considerati amici della pianta.

Per propagare la lavanda, invece, l’estate è il periodo migliore. Per procedere con le talee, selezionate un ramo sano, fate un taglio lungo 10 cm, rimuovete le foglie inferiori e immergete l’estremità tagliata  in un vaso pieno di terriccio. Conservate in luogo parzialmente ombreggiato e annaffiate bene fino a quando la nuova pianta non sarà ben radicata.

Un altro metodo di propagazione è la stratificazione. In primavera, basta piegare a un ramo sano, lungo circa 10 cm, nella parte più bassa di lavanda, togliere le foglie laddove  toccano il suolo e fare cicatrizzare il ramo proprio in quel punto. Spolverate la ferita, coprite la ferita con terra e lasciate il resto del ramo fuoriuscire dal terreno. Dovrebbe radicarsi entro il prossimo anno e quando questo sarà avvenuto, tagliatelo via dalla pianta madre, scavate e trapiantatelo in una nuova posizione.

Quando e come raccogliere la lavanda

Il periodo migliore per la raccolta della lavanda è quello compreso tra luglio e agosto, anche se in realtà il vero segreto per ottenere un risultato che possa definirsi perfetto  – anche proprio da un punto di vista cromatico – è quello di raccogliere gli steli pieni di fiori che hanno ancora il bocciolo, poco prima che si schiudano.

Esattamente come gli altri fiori, la lavanda può essere colta nelle giornate piene di sole e ventilate, meglio se al mattino, quando l’umidità che si è accumulata nel corso della notte e la rugiada sono evaporate e il sole non è ancora alto e caldo.

Come essiccare la lavanda

Una volta che l’avrete raccolta, la lavanda si può suddividere in mazzi che potete appendere a testa in giù in un luogo abbastanza soleggiato, purché sia garantita una buona ventilazione. Se avete un essiccatore, potete anche procedere con la raccolta senza badare troppo alle condizioni del meteo. Quando la lavanda si sarà essiccata, potete sciogliere i mazzi che avete sistemato, sgranare gli steli in modo tale da separare i singoli “chicchi” della pianta e utilizzarli per allestire dei sacchettini per profumare gli armadi o per preparare un ottimo olio essenziale casalingo.

 

 

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