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Come coltivare lo scalogno

Tutto quello che c’è da sapere sulla coltivazione dello scalogno: varietà, terreno, semina e raccolto. Con qualche curiosità sulle proprietà benefiche su questo ortaggio!

Coltivare, coltivare, coltivare! C’è sempre un buon motivo per iniziare a coltivare prodotti sani, freschi, gustosi, che hanno anche alcune proprietà benefiche che aiutano a depurarci e favoriscono il nostro benessere. Questo è il caso dello scalogno, un ortaggio che potrà darvi tante soddisfazione, nell’orto ma anche in cucina. Continuate a leggere e scoprite il perché!

Si chiama Allium ascalonicum L., è una pianta biennale che fa parte della famiglia delle liliacee e ha una coltivazione molto simile a quella dell’aglio. In cucina, invece, si usa come se fosse una cipolla. Parliamo dello scalogno, un ortaggio che potrà darvi grandi soddisfazioni perché si mette a dimora nell’orto alla fine inverno ed è veramente semplice da coltivare. La sua coltivazione è adatta anche al metodo di coltivazione biologico ed è alla portata di tutti, anche dei meno esperti.

Lo scalogno si pianta a partire dal bulbo e si raccoglie un ortaggio che dura per tutto l’inverno, se losi conserva in un luogo fresco e asciutto. In natura esistono diverse varietà di scalogno, diverse tra loro per il colore e per la forma del bulbo, che può presentarsi allungato oppure dalla forma tondeggiante. Fin qui, tutto chiaro e semplice. E allora procediamo per saperne di più sul terreno ideale per questa coltivazione, sulla semina e sui procedimenti che è necessario mettere in pratica per una buona coltivazione o, ovviamente, per beneficiare di un raccolto perfetto!

Il terreno e la semina

coltivare lo scalogno

Il terreno e il concime

Lo scalogno è una pianta poco esigente dal punto di vista della concimazione: basta non esagerare con lil materiale organico. Questa pianta ama i terreni sciolti, meglio se sono sabbiosi, e lavorati con un’accurata vangatura che favorisce il drenaggio e rende la terra più soffice.

Semina

Lo scalogno si pianta sempre mettendo a dimora i bulbi, un’operazione che in genere si effettua a fine inverno (diciamo che febbraio e marzo sono il periodo ideale, ma si può procedere anche a novembre o dicembre). La profondità a cui si può interrare il bulbo varia dai 2 ai 5 cm, anche in base al clima.

Il sesto di impianto

Dal momento che si tratta di una pianta che sviluppa un buon cespo, è bene tenere almeno 30-35 centimetri tra ogni pianta.

La coltivazione dello scalogno

Lo scalogno non ha paura delle erbacce infestanti  a differenza delle altre piante della famiglia delle liliacee, dal momento che il suo cespo ha medie dimensioni, che sono maggiori rispetto ai ciuffi che emettono producono l’aglio e la cipolla. Per questo motivo non è necessaria la pacciamatura,: basterà un blando controllo delle erbacce.

Lo scalogno è una pianta considerata piuttosto rustica, che teme in prevalenza la peronospora, che attacca principalmente ad aprile, quando aumenta l’umidità, anche se si può prevenire con trattamenti a base di rame. Questa malattia, inoltre, provoca marciumi.

Lo scalogno è una pianta poco esigente anche in termini di irrigazione, che è necessaria solo in caso di grande siccità, mentre può essere utile zappare e smuovere un po’ il terreno.

La raccolta dello scalogno

Esistono diverse specie di scalogno. Una delle differenze più salienti è quella relativa all’aspetto del bulbo, che può essere più rotonda oppure essere più allungata. In genere lo scalogno di forma rotonda è più produttivo; mentre i bulbi che si trovano al centro vengono spinti verso l’alto e fuoriescono dalla terra, in questo caso tendono a seccarsi prima della maturazione e possono germogliare anche molto presto. Molto meglio, quindi, raccogliere lo scalogno e consumarlo subito.

Quando i bulbi di scalogno raggiungono la loro maturazione in terra si possono estrarre e fare seccare come le cipolle, durando così per tutto l’inverno. La conservazione richiede un luogo asciutto e ombreggiato, dove potrete conservare il vostro scalogno fino a 8 mesi dal momento del raccolto.

Lo scalogno: un prezioso alleato in cucina

Lo scalogno è un ingrediente molto apprezzato in cucina, non solo per la sua capacità di essere conservato con grande facilità per il suo sapore unico, che è molto più forte e aromatico di quello della cipolla, ma meno intenso di quello dell’aglio.

Lo scalogno viene utilizzato principalmente come sostituto della cipolla in cucina si  usa per preparare il classico soffritto, diverse basi per altre portate più complesse, le frittate, come abbinamento a diversi piatti di pesce, come ad esempio la pasta alla scoglio, per la preparazione delle carni bianche (come il pollo e il tacchino, oppure per preparare i sottaceti.

Inoltre lo scalogno è un ottimo disinfettante, antimicotico e antinfiammatorio naturale. Come abbiamo anticipato, la pianta appartiene alla famiglia delle Liliaceae e, oltre ai suoi caratteri estetici tipici, ha anche tutta una serie di proprietà benefiche, come tutte le altre specie che appartengono a questo gruppo.

Studiate  da molto tempo nel campo della ricerca, le Liliaceae sono piante che hanno importanti qualità disinfettanti, antimicrobiche e anche antinfiammatorie. In particolare, lo scalogno contiene una buona quantità di solfuro di allile, un composto capace di disinfettare e di difendere il nostro intestino favorendo un netto miglioramento della digestione.

L’allicina, la sostanza che si forma quando  si tagliano o si premono le Liliaceae, ha un’importante funzione regolatrice per la nostra pressione e per la nostra diuresi, oltre ad essere anche un ottimo antiossidante e antinfiammatorio.

Queste sostanze sono tanto utili quanto… con un odore non troppo simpatico. Sono loro, infatti, la causa dell’alito pesante ma, se ci pensate bene, riuscireste davvero a fare a meno dello scalogno in cucina?
Se proprio non ci riuscite, e noi vi comprendiamo bene, potete combattere questi cattivi effetti collaterali consumando subito dopo il pasto della menta fresca, il basilico o il prezzemolo: le foglie di queste piante eliminano quel sapore acre e un po’ intenso dalla vostra bocca e, allo stesso tempo, vi aiuterete ad aumentar le difese de vostro cavo orale.

I motivi per cominciare a coltivare lo scalogno ci sono, eccome. Non vi resta che mettervi all’opera tra bulbi e terra, scegliendo le varietà di scalogno che preferite. Coltivare a km 0 è sempre una buona idea, per portare sulle vostre tavole prodotti freschi, biologico e…coltivati da voi stessi. La soddisfazione personale in questo caso non ha davvero prezzo!

 

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