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Come coltivare il finocchio

Avete deciso di coltivare i finocchi nell’orto ma non sapete da dove partire? Allora siete nel posto giusto: continuate a leggere per scoprire tutto quello che dovete sapere per una buona coltivazione e degli ottimi risultati!

Coltivare l’orto e vedere crescere gli ortaggi che noi stessi abbiamo coltivato è sempre una grande soddisfazione, oltre a essere un ottimo anti-stress contro i ritmi frenetici della vita quotidiana e il modo ideale per consumare cibi biologici e verdura a km 0.

Nell’orto, compatibilmente con lo spazio che abbiamo a disposizione, possiamo coltivare davvero qualsiasi cosa. Ci sono ortaggi più semplici, e più piccoli, da coltivare e ortaggi che invece ci richiedono più spazio, più attenzioni e un pizzico di esperienza in più. Ma ce n’è uno che non può mai mancare in qualsiasi orto: il finocchio!

Mangiato cotto, crudo, compagno perfetto di insalate e ingrediente base per alcune preparazioni naturali ed erboristiche, il finocchio è una pianta di dimensioni contenute che tutti possono coltivare senza essere grandi esperti di coltivazione. Anzi, se siete alle prime armi questa pianta è perfetta per cominciare!

Il finocchio è un ortaggio molto comune e piuttosto semplice da coltivare. Per una buona coltivazione, al riparo da errori e da attacchi di parassiti e malattie, è necessario seguire alcuni piccoli ma fondamentali accorgimenti. E allora ecco tutto quello che c’è da sapere sul finocchio, sulla sua coltivazione e sulle incredibili proprietà di questa pianta.

Il finocchio, nome botanico Foeniculum vulgare, è una pianta ombrellifera che si coltiva in tutta Italia. Presente sulle nostre tavola in qualsiasi periodo dell’anno, il finocchio è una pianta annuale, o biennale a seconda dei casi, che ha una radice che può raggiungere anche il metro d’altezza. La parte che si cucina, e quindi si mangia, è la parte bianca, quella delle foglie, che troviamo alla base di ogni pianta.

Coltivare il finocchio

coltivare i finocchi

La prima cosa da sapere, se volete coltivare il finocchio nel vostro orto, o anche sul terrazzo in vaso, è che questa pianta preferisce un terreno molto fresco e ricco di sostanze nutritive. Niente terreni troppo compatti, quindi, né una base troppo secca. Questo è un aspetto molto importante se volete un raccolto di finocchi belli, sani e saporiti!

La rotazione, come le leggi della natura ci insegnano, è molto importante e nel caso del finocchio è meglio procedere in questo modo: non coltivare il finocchio per più di un anno nello stesso posto e non coltivarlo a seguito di specie di ortaggi che fanno parte della sua stessa famiglia, come le carote, il sedano e il prezzemolo. Il finocchio riesce a dare il meglio di sé quando viene inserito in due rotazioni di colture: per esempio prima di una pianta rinnovatrice leguminosa e dopo il grano.

Le principali varietà di finocchi

Esistono diverse varietà di finocchio tra cui potete scegliere: cristallo, diamante, dolce di Firenze, dolce di Chioggia, o finocchio Romano. Un’altra categoria è il finocchio grosso d’Italia, che però è coltivato per lo più al centro-sud e viene chiamato in modi diversi, come finocchio di Sicilia, finocchio di Messina, finocchio di Napoli e così via.

Le tecniche per coltivare il finocchio

Potete coltivare il finocchio tramite semina diretta oppure con trapianto di piantine. Nel nord Italia le semine iniziano a giugno ed finiscono in agosto, mentre nel sud Italia, complice un clima più mite, proseguono anche a settembre e nei mesi successivi. Il periodo migliore per il trapianto è metà luglio-metà agosto nel nord Italia; nelle zone a clima mite – quindi centro e sud Italia – il trapianto inizia a settembre e continua fino a novembre.

Durante il ciclo di coltivazione, è opportuno sarchiare e rincalzare il terreno per consentire la formazione di grumoli bianchi e compatti. Questa tecnica particolare, chiamata imbianchimento, permette di migliorare la qualità e l’aspetto della pianta e si pratica circa 20 giorni prima della raccolta del finocchio, quando i grumoli sono quasi completamente formati.

Clima e periodo di semina

Per coltivare i finocchi occorre un clima mite, senza troppi picchi di freddo con temperature che scendono sotto di cinque gradi. Ma anche il caldo, quando le temperature superano i 30 gradi, può essere un nemico di questa pianta. I periodi migliori per la crescita da un punto di vista vegetativo  sono l’autunno e la primavera.

Dalla semina al trapianto occorrono circa 40 giorni. Quindi, per fare un esempio pratico, se seminate nel mese di luglio, potrete avere le vostre piantine in crescita già ai primi giorni di settembre, poco prima che cominci l’autunno.

Il periodo di raccolta comincia a 80 giorni dal trapianto, a patto che il clima sia favorevole. Ricordate di non ritardare troppo la messa a dimora per essere sicuri di evitare le gelate che potrebbero rovinare la pianta in modo irrimediabile. In ogni caso, non sempre è possibile rispettare tutti i tempi, quindi non preoccupatevi se vi troverete con l’orto pieno di finocchi in produzione nel bel mezzo dell’inverno.

Per la semina, che si effettua in primavera, il discorso si capovolge. Meglio coltivare e raccogliere i finocchi prima dell’arrivo del grande caldo estivo perché, come vi abbiamo accennato, anche il calore può essere nemico della pianta e rovinarla facendola indurire. In questo caso, è meglio seminare in inverno, per esempio a gennaio, per poi trapiantare a marzo.

Le malattie del finocchio

Le malattie e i parassiti, purtroppo, sono l’altra faccia della medaglia dell’orto. Non sempre è tutto gioia e delizia, ebbene sì, perché ci sono anche gli inconvenienti da fronteggiare. Quello che conta, però, è non farsi trovare impreparati.

Sono tante le malattie che possono colpire la pianta del finocchio, come le oidio, la peronospora, e la sclerotinia. Quest’ultima, in particolare, è considerata la malattia più fastidiosa, un fungo che una volta che ha aggredito la pianta la danneggia senza molte possibilità di salvezza. La parte diventa bianca e si ricopre di una patina bianca.

Il modo migliore per scongiurare la sclerotinia e altre malattie affini è il controllo e la prevenzione delle colture. Controllate sempre la pianta per verificare che tutto proceda al meglio, curate la coltivazione del terreno e, se necessario, integrate la cura del terreno dell’orto con delle sostanze anti-ossidanti che proteggono il terreno e rinforzano la pianta.

Le proprietà nutrizionali del finocchio

Qualche parola in più è necessario spenderla per illustrare le proprietà di questa pianta e del suo frutto, composto di fibre e di acqua e povero di calorie (soltanto 31 per 100 grammi) e anche di grassi. Il finocchio è anche ricco di sali minerali, di potassio, di sodio e contiene diverse famiglie di vitamine che lo rendono un perfetto alleato per combattere la stanchezza e rinforzare il sistema immunitario.

Oltre alla parte bianca che mangiamo, anche i semi del finocchio possono essere consumati e utilizzati in cucina. Parliamo dei semi che si formano quando la pianta non viene raccolta e quindi conclude il suo ciclo vegetativo. I famosi semi di finocchio hanno proprietà depurative, aiutano ad eliminare le tossine e sono ottimi digestivi naturali da consumare a fine pasto.

Oltre la parte al grumolo, del finocchio vengono consumati anche i semi. Questi si producono quando la pianta non viene raccolta e termina il suo ciclo vegetativo. Per questo motivo abbondano le tisane ai semi di finocchio, i decotti e gli infusi che in genere si trovano in erboristeria ma anche al supermercato.

Ora sapete proprio tutto, o almeno tutto quello che è necessario sapere per avviare una buona coltivazione di finocchi, seguendo i tempi giusti e i ritmi della natura. Non vi resta che rimboccarvi le maniche e incominciare. Buona coltivazione!

 

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