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Come coltivare la patata dolce

Avete deciso di coltivare la patata dolce ma proprio non sapete da dove cominciare? Ecco tutto quello che c’è da sapere! Seguite i nostri consigli alla lettera e la coltivazione di questo tubero per voi non avrà più segreti!

Avere un orto è un’attività che regala molte soddisfazioni e che ci permette di portare in Italia verdura sempre fresca, biologica e a Km 0, in barba a tutti i prodotti chimici che vengono spruzzati sulle coltivazioni dall’agricoltura meccanica e dalla grande distribuzione. Ma c’è anche un altro vantaggio nell’avere un orto casalingo, che sia un appezzamento di terra o un piccolo angolo dedicato sul balcone di casa: possiamo coltivare tutto quello che vogliamo!

Sì, oltre alle verdure tradizionali, quelle che fanno parte della nostra tradizione per intenderci, nel nostro orto possiamo sperimentare tutto quello che vogliamo, a patto di rispettare sempre i ritmi della natura. E così, se ci va di sapere che sapore ha un ortaggio che si coltiva dall’altra parte del mondo, cosa ci impedisce di farlo.

Per esempio, conoscete la patata dolce? Parliamo di un tubero molto conosciuto negli Stati Uniti e originario dell’America centrale. Ha una consistenza molto pastosa e un sapore, appunto, dolce. Ha un colore che spazia dall’arancione al viola, molto vivo, e si usa in cucina per le preparazioni più disparate.

Le patate dolci, o americane, sono un’alternativa della specie di patata più comune e possono essere impiegate in diversi modi in cucina per preparare ricette dolci e salate. Si chiamano anche americane perché, per l’appunto, in America queste patate sono molto utilizzate.

Le patate dolci sono piante erbacee in grado di produrre tuberi-radice. Sono originarie dell’America Centrale e dell’America Meridionale e sono una specie annuale che produce steli rampicanti piuttosto lungo che possono raggiungere anche una lunghezza di 2 metri.

Le foglie sono appuntite, con una base di quattro punte, e di colore verde scuro. In condizioni climatiche giuste la pianta produce fiori campanulati che possono essere azzurri o lilla. Le radici dei tuberi, invece, crescono una vicino all’altra, hanno una forma affusolata e sono protette da una sorta di pellicola dal colore che varia fra il rosa ed il violetto. La polpa della patata dolce può essere chiara, gialla, violetta.

Queste patate sono facili da coltivare, direttamente nell’orto oppure sul balcone direttamente all’interno di un contenitore. Per crescere bene la patata dolce ha bisogno di un luogo soleggiato e, a patto che queste condizioni climatiche si mantengano sempre, questo tubero può essere coltivato in qualsiasi parte del mondo, dalle regioni tropicali a quelle a clima più temperato.

La storia della patata dolce

La patata dolce è originaria dell’America e fu scoperta da Cristoforo Colombo durante una delle sue spedizione. Il tubero venne presentato alla regina Isabella di Castiglia e presto prese il nome di “patata di Spagna”. In Italia la patata dolce si è diffusa intorno al 1630, quando Ferdinando II, granduca di Toscana, decise di farle coltivare a Firenze, nel giardino di Boboli.

Piantare la patata dolce

Cominciamo dall’inizio. La patata americana si coltiva proprio come le patate tradizionali con qualche piccola variante. Si può cominciare la coltivazione partendo dal seme perché, anche se abbiamo detto che il sole è tutto ciò di cui questa coltivazione ha bisogno, è molto improbabile che, considerando il clima del Bel Paese, questa pianta produca i fiori.

In generale, per coltivare le patate tradizionali partiamo dal tubero, ma questo non si può fare con la patata dolce. Il rischio è quello di incorrere in marciumi perché la patata americana rispetto a quella tradizionale è molto più delicata. E allora come fare?

Il modo migliore è partire da una talea erbacea, che si auto-produce e non provoca intoppi. La radice è ricca di nutrimenti e di vitamine A e C e contiene diversi minerali che rendono questo tubero nutriente e sostanzioso.

Le patate dolci crescono in un terreno abbastanza povero e le radici riescono a svilupparsi anche in un terreno ricco di argilla o sabbioso. Per creare l’ambiente perfetto, realizzate delle postazioni distanziate 1,5 metri l’una dall’altra, per essere sicuri che le piante abbiano spazio a sufficienza per svilupparsi bene.

È meglio piantare dei piccoli germogli di radice, che potete facilmente trovare presso i vivai e i negozi specializzate. E, se possibile, diffidate dalle patate dolci acquistate dal supermercato perché sono quasi sempre trattate con agenti chimici.

Se qualcuno vi regala un germoglio, rigorosamente biologico, sistemate la radice all’interno di una scatola con della sabbia umida, un po’ di segatura e un compost di foglie. A questo punto spargete i germogli e aspettate che crescano.

Le patate dolci si sviluppano in circa tre mesi e ricordatevi che queste piante sono estremamente sensibili al gelo. Per questo motivo è meglio piantarle dopo l’ultimo gelo della stagione, quando ormai il grande freddo è lontano.

La crescita delle patate dolci

Durante la crescita delle piante, controllate sempre che non ci siano erbacce che crescono per andare a infestare quello che sarà il vostro raccolto. Sollevate di tanto in tanto le coltivazioni, ma con delicatezza perché si tratta di piante delicate, che non devono essere maneggiate troppo per evitare l’attacco di germi e parassiti.

L’acqua, come sempre, è fondamentale, ma non deve essere troppa. Evitate di inondare le vostre piante e di provocare fastidiosi ristagni che potrebbero danneggiare la coltivazione in modo irreparabile.

Il raccolto

La raccolta delle patate dolci comincia a settembre nel sud Italia e in tutte quelle zone dove il clima è più caldo e finisce ad ottobre nelle zone più fredde d’Italia, come le zone della pianura padana. Le patate devono essere tolte dal terreno prima che le temperature si abbassino sotto i 5°C perché i tuberi che soffrono il freddo si conservano molto meno nel tempo.

Non è sempre facile capire quando è il momento giusto per il raccolto. Un metodo, quasi, infallibile per non sbagliare è la prova del taglio:  la polpa deve avere una consistenza leggermente acquosa ma deve annerire a contatto con l’aria. Anche osservare le foglie è di grande aiuto: se quelle a contatto con il terreno stanno diventano gialle significa che il raccolto è vicino.

A questo punto, potete togliere i tuberi dal terreno aiutandovi con una vanga e facendo attenzione a non tagliarli. I tuberi che vengono tagliati per sbaglio dovranno essere gettati via perché, purtroppo, saranno i primi a diventare marci.

Adesso dovrete lasciare i tuberi che avete raccolto ad asciugare all’aria aperta. Poi potrete separarli, pulirli dalla terra in eccesso ed eliminare le radici e quel che resta del fusto. Ci vorrà circa una settimana perché le patate dolci possano essere pronte per essere conservate. Potrete consumarle dopo circa due settimane, quando sarà passato un tempo sufficiente che avrà permesso ai tuberi di perdere l’acqua in eccesso.

Come si mangia la patata dolce

I tuberi devono essere dolci al palato, ma non così tanto da risultare stucchevoli. Dovranno esserci poche fibre e la polpa dovrà essere asciutta e compatta, ma non farinosa. Potete cuocere la patata dolce al vapore, al forno o in pentola e mangiarla calda, fredda, cotta alla griglia e come gustoso contorno per le vostre pietanze accompagnate da diverse erbe aromatiche.

Ecco qua, adesso avete a disposizione tutti le informazioni che vi servono per coltivare la patata dolce. Se non avete mai assaggiato questo tubero o volete essere sicuri di non sprecare tempo prezioso e materie prime per coltivare qualcosa che forse potrebbe non incontrare i vostri gusti, meglio dedicarsi a una coltivazione di piccola entità per evitare sprechi.

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