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Agricoltura biologica in Italia

Rispettosa delle esigenze della tutela ambientale, della biodiversità e della salute delle persone, l’agricoltura biologica è una particolare metodologia produttiva sempre più apprezzata su scala globale, e anche nel nostro paese. In questo approfondimento potrete scoprire lo stato dell’arte dell’agricoltura biologica in Italia.

Agricoltura biologica in Italia

In cosa consiste l’agricoltura biologica

Questo approccio agricolo fa di sostenibilità e biodiversità i suoi principi fondamentali. A differenza delle moderne coltivazioni intensive e prevalentemente monocolturali, che prevedono il massiccio utilizzo di fertilizzanti e fitosanitari, l’agricoltura biologica si basa su pratiche tradizionali quali la rotazione delle colture, l’utilizzo di concimi non di sintesi (es. letame, stallatico, farina d’ossa…) e l’impiego di sistemi naturali per il controllo dei parassiti (es. predatori naturali, batteri o sostanze insetticide estratte dalle piante).

A livello globale questi metodi sono regolamentati dagli standard della IFOAM (International Federation of Organic Agriculture Movements), organismo internazionale che dal 1972 difende la salute del suolo e degli ecosistemi e, con essa, anche il benessere delle persone. Per quanto riguarda in particolare l’agricoltura biologica in Italia, nel nostro paese esistono appositi enti autorizzati dal Ministero delle Politiche Agricole che si occupano della certificazione delle aziende biologiche e autorizzano alla relativa etichettatura dei loro prodotti.

I numeri dell’agricoltura biologica in Italia

In base ai dati FIBL-IFOAM 2012, il nostro paese vanta il settimo posto nella classifica mondiale dei maggiori produttori bio. Con un’estensione dedicata al metodo biologico di oltre un milione e centomila ettari, pari all’8.7% della superficie agricola utilizzata (SAU), l’Italia è nella top ten internazionale il paese che vanta la percentuale più alta.

Secondo il Bioreport 2012 sull’agricoltura biologica in Italia, redatto dalla Rete Rurale Nazionale 2007-2013, considerando tutte le realtà del settore (produttori, preparatori, importatori esclusivi o produttori/preparatori) nel 2011 il totale degli operatori ha superato quota 48 mila. Nel biennio 2010-2011, inoltre, gli ettari di superficie coltivata in modo biologico sono passati da poco meno di 822mila a 1.096.889.

Tale aumento è stato determinato dalla volontà dei consumatori di alimentarsi in modo più sano – i prodotti biologici, infatti, sono privi di residui di pesticidi o conservanti – e dalla crescente attenzione alle esigenze di tutela dell’ambiente, ma anche dalle importanti sovvenzioni economiche legate a queste buone pratiche agricole.

Le produzioni da agricoltura biologica in Italia

Quali sono le colture maggiormente interessate dall’impiego del metodo biologico? A rivelarcelo è ancora il Bioreport 2012, in base al quale sono le superfici coltivate a foraggere ad essere le più importanti dal punto di vista quantitativo (250mila), seguite dalle aree adibite alla cerealicoltura (184mila), al pascolo (182mila) e all’olivicoltura (141mila); tra le colture meno consistenti nell’ambito dell’agricoltura biologica in Italia troviamo invece le piante da radice (1800 ettari).

Per quanto riguarda infine i numeri di produttori bio in Italia, gli ultimi dati FIBL-IFOAM 2012 parlano di quasi 42mila aziende (ottavo posto mondiale). Sono soprattutto regioni come Sicilia, Calabria e Puglia a vantare il maggior numero di produttori biologici, mentre per quanto riguarda le industrie di trasformazione il primato spetta ad Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia.

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