Potatura del castagno

Potatura del castagno

Il castagno europeo, il cui nome scientifico è Castanea sativa, è un albero caducifoglie di grosse dimensioni diffuso in tutta Italia la cui presenza si affianca a quella del castagno giapponese (Castanea crenata), introdotto negli scorsi decenni a causa della sua maggiore resistenza alle malattie.


Il castagno cresce spontaneamente nei boschi di colline e zone montuose, oltre che in coltivazioni da frutto dalle quali si ottengono pregiati marroni e castagne.

Il castagno è in grado di raggiungere un’altezza di 25 o 30 metri, e la sua chioma presenta una forma tondeggiante. La specie non ha particolari esigenze colturali, poiché tollera bene il freddo e cresce su tutti i tipi di terreno ad eccezione di quelli basici, a patto che siano presenti siano buone quantità di fosforo e di potassio.

Il ‘punto debole’ del castagno è però rappresentato dall’esigenza di buone quantità di acqua durante i mesi caldi dell’anno, altrimenti la produzione di frutti ne risentirà.

Potare il castagno

Come potare il castagno

In linea teorica sarebbe possibile anche non potare il castagno, poiché in questa specie gli esemplari in genere crescono in modo regolare anche senza gli “aggiustamenti” dell’uomo. Ciononostante, alcune situazioni richiedono attenti interventi di potatura volti a dare alla pianta una forma omogenea e ad evitare che nella chioma siano presenti rami improduttivi.

Inoltre, eseguendo una corretta potatura, miglioreranno quantità e qualità della produzione nel corso degli anni.

Eliminazione dei polloni (spollonatura)

Se in passato l’esemplare di castagno è stato potato, ad esempio perché situato in un bosco ceduo, è molto frequente che dalla base della pianta si sviluppino rami che crescono verso l’alto, detti polloni. Questi rami si sviluppano a corona intorno al colletto a partire da particolari gemme (dette “avventizie”), e la loro presenza sottrae inutilmente energie al castagno.

Pertanto, ogni pollone deve essere eliminato utilizzando una cesoia o un altro attrezzo affilato. Da evitare nel modo più assoluto sono invece strappi o rotture, che potrebbero causare infezioni alla pianta; il taglio deve essere fatto abbastanza a ridosso della corteccia, ma non a filo, lasciando un moncone di lunghezza non superiore ai 5 o 6 centimetri.

Rimuovendo i polloni non solamente si permetterà al castagno di distribuire meglio le proprie energie, ma sarà anche più facile accedere alla pianta per eseguire altri interventi di potatura o raccoglierne i frutti durante la stagione autunnale.

Eliminazione dei succhioni

Oltre ai polloni di cui sopra, il castagno tende a formare ex novo altri rami ‘inutili’ dal punto di vista produttivo, ovvero i succhioni. Queste propaggini si sviluppano a partire dalle cellule avventizie presenti nel fusto e nei rami di dimensioni maggiori, causando alla pianta i medesimi problemi descritti per i polloni.


Anche in questo caso deve avvenire la potatura di tali rami, facendo attenzione a usare solo attrezzi affilati ed evitando gli sfilacciamenti.

Nel caso di castagni innestati, ovvero esemplari formati dall’unione di un innesto (chioma) con un portainnesto (radici), è possibile mantenere i succhioni che si formano al di sopra del punto d’innesto per andare a rinfoltire la chioma.

Potatura di produzione

Lasciato a sé stesso, un castagno non smetterà mai di fruttificare, ma è solo con adeguate potature che si potrà migliorare la sua produttività. Questi interventi devono essere eseguiti periodicamente per evitare che la chioma diventi irregolare e dall’aspetto ingarbugliato, il che comporta la presenza di rami improduttivi, la sovrapposizione con le chiome degli alberi circostanti e la scarsa penetrazione della luce solare.

Con la potatura di produzione si può migliorare l’illuminazione dei rami del castagno, anche quelli più interni, ottimizzando così la fotosintesi e la produttività.

È inoltre importante ricordare che i rami fruttiferi sono portati dai giovani getti. Come stimolarne la produzione? Molto semplicemente, si sfrutta l’attitudine intrinseca del castagno di rigenerare in tempi brevi i rami tagliati attraverso la produzione di nuovi ricacci.

Ad esempio, se si pota un ramo vecchio, indebolito o malato, con quello che in seguito crescerà nelle vicinanze del punto di taglio si potrà ricostituire quella porzione di chioma.

Quando fare la potatura del castagno

Il periodo ideale per eseguire la potatura del castagno è in corrispondenza del riposo vegetativo della pianta, ovvero quando gli esemplari sono completamente privi di foglie. A seconda dell’andamento climatico e delle precipitazioni, ma anche di esposizione e quota, i castagni solitamente perdono le foglie a cavallo fra ottobre e novembre, mentre quelle nuove spuntano intorno ad aprile-maggio.

Per il castagno, così come per qualsiasi altro albero da frutto, si consiglia comunque di non potare durante i periodi più freddi dell’anno. Le potature dovrebbero quindi essere evitate tra fine dicembre e metà febbraio, quando le piante sono più vulnerabili e il gelo eccessivo potrebbe determinare lo spezzarsi dei rami.

Consigli per potare il castagno in sicurezza

Talvolta gli esemplari di castagno sono talmente grandi e alti che è molto difficile, se non addirittura impossibile, riuscire ad eseguire una potatura senza l’ausilio di professionisti del settore dotati di attrezzature specifiche. In caso di necessità è possibile noleggiare una piattaforma aerea o, in alternativa, avvalersi di una ditta che si occupa di tree climbing.

Queste tecniche di potatura sono eseguite da personale esperto che con imbraghi, corde e caschi si arrampica sugli alberi.

Da evitare nel modo più assoluto sono gli interventi di potatura eseguiti in condizioni di rischio, senza le attrezzature né i dispositivi di protezione individuale idonei. Per i rami più bassi del castagno è comunque possibile ricorrere a strumenti come, ad esempio, gli svettatoi o i segacci telescopici che possono essere utilizzati da terra per potare sino a 3-5 metri di altezza i rami di diametro contenuto.

2 commenti già pubblicati

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  1. #1 Nina Daga 19 aprile, 2015, 19:07

    Vivo a Cagliari, in giardino ho un castagno l’ho piantato io 35 anni fa, porta tanti ricci ma non porta a maturazione le castagne, probabilmente per le temperature elevate nei mesi di luglio e agosto. Adesso ha già iniziato a germogliare e mi sono resa conto che ha dei rami secchi, si possono tagliare?

  2. #2 sacha 2 ottobre, 2015, 11:34

    Si, devi tagliare i rami secchi pur mantenendo sempre un moncone vicino al tronco/ramo al quale sono attaccati.

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