Peperoncino: tutto quello che c’è da sapere

Il peperoncino è una pianta antica, nobile e ricca di proprietà e di curiosità tutte da scoprire. Ecco allora che cosa c’è da sapere sulla sua storia, sulla sua coltivazione, in orto oppure in vaso, e sulla sua caratteristica più importante: il suo essere così…piccante!

Oggi parliamo di peperoncino, una pianta dai frutti più o meno piccanti che a volte piace, a volte no, dipende dai gusti. Nella cucina di chi ama cucinare, il peperoncino non manca mai, perché viene utilizzato per insaporire i piatti, la carne, ma anche le verdure e i primi piatti come la pasta o il risotto. In natura ne esistono davvero di diverse varietà, ognuna con la sua storia. Quella di una pianta nobile e antica che veniva utilizzata già secoli fa.

La prima cosa che ci viene in mente quando parliamo di peperoncino è il grado di piccantezza, un valore che si stabilisce con un misura ben precisa: la scala di Scoville. I peperoncini contengono, chi più, chi meno, una sostanza chiamata capsicina ed è proprio questa sostanza a rendere il peperoncino più o meno piccante.

Si tratta di un composto che stimola i ricettori del caldo, che si trovano sulla lingua, e provocano la classica sensazione di bruciore quando mangiamo il peperoncino. Più è alto il numero di unità indicata dalla scala di Scoville, più è alta la quantità della sostanza e più il peperoncino sarà piccante.

A inventare questa scala di misura è stato Wilbur Scoville, nel 1912, lavorando a diversi test che prevedevano che il peperoncino fosse diluito in una soluzione di acqua e zucchero per verificare il momento esatto in cui il peperoncino diventava meno piccante al palato.

Il peperoncino, dunque, contiene la capsaicina, la responsabile della forte sensazione di bruciore che deriva dal seme. La sensazione è quella di avere la bocca che prende fuoco, ma in realtà la temperatura rimane uguale. Ad attivarsi sono semplicemente i termo recettori che sono presenti in bocca.

Un po’ di storia

Esistono varietà di peperoncino più o meno piccanti e tutte hanno una storia molto antica, quella di una spezia conosciuta e utilizzata sin dall’antichità non solo per insaporire i cibi ma anche per curare diversi malanni.

Pare che la prima testimonianza sull’utilizzo del peperoncino risalga al periodo degli Atzechi. Nella celebre biografia di Montezuma, si legge che proprio lui, durante la sua prigionia, trascorreva il tempo mangiando cibi a base di peperoncino. Cristoforo Colombo è stato il traghettatore del peperoncino dalle Americhe e poi gli spagnoli lo hanno diffuso in tutta Europa.

Ma perché si chiama proprio così, peperoncino? Secondo alcuni nome deriva dal latino Capiscum. Capsa significa scatola ed è così che veniva considerato questo frutto: una scatola che conteneva semi. Secondo altri invece l’origine della parola va cercata nella lingua greca, nel termine Kapto per l’esattezza, che significa mordere. Noi lo chiamiamo peperoncino, nei paesi anglofoni lo chiamano Chili, mentre in spagna è conosciuto con il nome di Ancho.

Le varietà di peperoncino più usate e conosciute sono cinque:

Capsicum annuum: è la varietà più coltivata in assoluto. Ne fanno parte i peperoni dolci il peperoncino di Cayenna e il peperoncino messicano Jalapeno. La pianta ha un grosso arbusto a cespuglio,con fiori bianchi e foglie verdi. La polvere che si ottiene da questa specie di peperoncino è la famosa Paprika.

Capsicum baccatum:  la tipologia più famosa è quella dei peperoncini Aji, dei frutti di colore rosso e giallo che arrivano dalla Bolivia e dal Perù. Sono mediamente piccanti.

Capsicum chinense: fanno parte di questa varietà i peperoncini più piccanti al mondo, gli Habanero, che arrivano dall’America del sud. Hanno una forma arrotondata,  sono rossi o arancioni e hanno un sapore piccante ma fruttato.

Capsicum frutescens:  I peperoncini tabasco, la varietà più famosa che appartiene a questa specie, arrivano dall’Asia e dall’America, hanno una bella forma allungata e sono di colore rosso vivo.

Capsicum pubescens: I suoi fiori sono di colore viola le foglie sono leggermente pelose e la pianta è molto grande. Il frutto ha un colore rosso vivo e assomiglia a una mela, una mela molto piccante.

Coltivare i peperoncini

Se vi piace il genere e non vedete l’ora di assaporare le più diverse varietà di peperoncini, la cosa migliore da fare è mettersi all’opera e coltivarli da soli, nel proprio orto o anche sul terrazzo, direttamente dentro il vaso. La coltivazione del peperoncino non ha nulla di diverso dalla coltivazione degli altri ortaggi; dovrete semplicemente informarvi per tempo se la varietà che avete scelto di coltivare ha bisogno di particolari attenzioni.

Per il resto, peperoncini sono tra le piante più semplici da coltivare perché non servono particolari accorgimenti per far crescere bene queste piante. Tutto quello che serve è un terreno drenato, con una buona componente di acqua, e un uso limitato del fertilizzante. Il peperoncino ha bisogno di molta acqua per crescere bene, anzi si dice che sia proprio la quantità di acqua fornita ad aumentare la piccantezza dei frutti, ma in cambio vi regalerà dei frutti bellissimi, colorati e perfetti per abbellire orti e terrazzi. Fate attenzione a non creare ristagni, che sono dannosi per la pianta.

La raccolta dei peperoncini va effettuata quando vedete che i frutti sono bene maturi. Usate una forbici di piccole dimensioni e fate attenzione a non rovinare la pianta. In genere l’operazione va fatta durante l’estate, quando vedete che i peperoncini sono perfettamente maturi, oppure che sono in fase di maturazione. In questo modo, potete consumare i peperoncini freschi, farli essiccare oppure surgelarli per poi utilizzarli in cucina in una secondo momento.

Ovviamente, potete coltivare il peperoncino anche sul balcone, idea altrettanto perfetta se non avete un orto. Per farlo vi servirà:

  • un po’ di argilla espansa
  • un vaso abbastanza capiente
  • del terriccio
  • la piantina di peperoncino della varietà che preferite
  • rinforzi di legno (per dare sostegno alla pianta)

Ecco il procedimento che dovrete seguire:

  • riempite il vostro vaso con circa 3 cm di argilla
  • versate il terriccio sopra lo strato di argilla ( andrà bene anche una miscela di terra e hummus)
  • inserite la piantina che avete acquistato all’interno del vaso
  • ricoprite i lati con la terra, ma soprattutto coprite bene le radici
  • disponete il vostro vaso in un punto ben illuminato
  • annaffiate ogni 5 giorni circa
  • legate la pianta ai sostegni di legno quando comincerà a crescere

Ecco qua, adesso avete a disposizione tutti gli elementi utili per iniziare a coltivare il peperoncini. Ora potrete scegliere la varietà che più vi piace, decidere qual è il metodo di coltivazione che meglio fa al caso vostro e se qualcuno vi chiede perché il peperoncino è piccante, avrete subito la risposta pronta. Buona coltivazione a tutti!

 

 

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