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Tipologie di serra

Di serre ne avrete viste certamente tante in giro, e vi sarete accorti di come esse siano di forme, dimensioni e struttura sempre diverse le une dalle altre; si può dire che non ve ne siano due uguali. Ma oggettivamente quante tipologie di serra esistono? La risposta di molti di noi sarebbe certamente: tante. E invece sono solo due, differenziate in sostanza dall’uso che se ne fa, se professionale e intensivo, oppure casalingo e hobbistico.

Tipologie di serra

Serre per la coltivazione florovivaistica

Sono strutture altamente professionali, progettate per durare nel tempo e capaci di sopportare gli sforzi degli agenti atmosferici. Inoltre hanno una grandezza tale da consentire l’accesso di più persone, tramite porte, e contenere migliaia di piante contemporaneamente.

Questo tipo di serra assume diverse forme. Ecco le principali:

  • a pareti verticali e con tetto a due falde inclinate
  • sempre a pareti verticali ma con il tetto ricurvo
  • con forma classica a tunnel

Nel primo caso, la struttura portante può essere sia in legno sia in metallo; gli elementi del telaio non saranno disposti troppo lontano gli uni dagli altri. Se i sostegni sono in legno, le giunture saranno rafforzate da pungoli metallici.

Dovendo sostenere pesi anche di diversi quintali, e aggiungendo ad essi l’azione dinamica del vento lungo le superfici, in genere la serra poggia su una fondazione di cemento armato. Le tettoie, abbiamo detto in genere due, saranno inclinate in maniera tale da consentire un deflusso ottimale delle acque piovane, ed eviteranno grandi accumuli di neve.

Abbiamo un secondo tipo di serre, quelle cioè che mantengono le parti laterali perpendicolari al terreno, mentre la copertura assume una forma ricurva.

Nella forma a tunnel tradizionale, infine, i telai portanti sono dei tubi zincati ricurvi che, partendo da un lato, sovrastano la superficie della serra fino a giungere al fianco opposto. È sicuramente una soluzione costruttiva più semplice, sia in fase di montaggio sia per l’eventuale rimozione.

La larghezza varia in base all’azienda costruttrice; mentre la profondità è determinata dalla concatenazione di due o più moduli base. Vista la particolare forma ricurva, la superficie trasparente è in materiale plastico, ondulato o policarbonato.

Serre di tipo domestico

Esistono poi le serre con formato più ridotto, a portata del singolo agricoltore o appassionato di piante da fiori; in genere trovano la loro collocazione nel giardino di casa, nei balconi o nell’orto attiguo.

Il mercato offre un’ingente quantità di formati e soluzioni; senza voler peccare di eccessivo riduzionismo, si possono raggruppare in due grandi categorie: le serre per proteggere poche piante da terrazzo dai rigori dell’inverno; e i semenzai in senso stretto, lunghe alcuni metri di lunghezza e da sistemare direttamente nel giardino di casa.

Le prime sviluppano il proprio volume in altezza, assumendo forme diverse, in base alle piante da proteggere. Troviamo, quindi, modelli parallelepipedi comprendenti alcuni ripiani, su cui sono posti i fiori. Nei momenti più rigidi, tramite una chiusura a cerniera, i fiori sono totalmente isolati dall’esterno.

Un piccola variante è rappresentata dalle forme “a cappuccio”, cioè con sagome predisposte a coprire gli arbusti o le piante un po’ più grandi, come ad esempio i limoni.

Le seconde, invece, altro non sono che riproduzioni in miniatura delle serre professionali, ma con caratteristiche differenti. Sono di facile montaggio, avendo come telaio delle semplici aste ricurve, che vanno infilate da ambo i lati nel terreno.

Si estendono per pochi metri di profondità, e comunque in rapporto alle colture che si devono proteggere. Difficilmente sono accessibili, se non sollevando parzialmente il film plastico di cui sono composte. Una piccola variante è rappresentata da quelle serre che assumono una forma squadrata; le pareti sono verticali e di materiale trasparente, mentre il tetto è ad una falda inclinata.

Per rafforzarne la stabilità, a volte sono montate a ridosso di un muro dell’abitazione; con il vantaggio di assorbire il calore sprigionato dall’abitazione.

Una risposta

  1. Antonio p

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