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Mosca della frutta

Su tutto il territorio italiano è possibile imbattersi nella mosca della frutta, piccolo insetto in grado di causare danni alla produzione di una vasta gamma di specie di interesse agrario. Se possedete degli alberi da frutto, meglio che sappiate come è fatto questo dittero e come contrastarlo, e in questa guida troverete utili indicazioni per limitarne i danni.

Mosca della mela

Come riconoscere la mosca della frutta

Nel vostro orto o in giardino possedete delle piante come il fico, l’actinidia, gli agrumi o il kaki? Oppure coltivate specie di pomacee (melo, pero) o di drupacee (susino, albicocco, pesco, ciliegio, mandorlo)? Allora farete bene a guardarvi dalle insidie della mosca della frutta, specie di dittero particolarmente dannosa per una vasta gamma di alberi da frutto.

Nome scientifico Ceratitis capitata, questa tipologia di mosca presenta un corpo lungo circa cinque millimetri. Gli occhi sono grandi e dai riflessi metallici, mentre il torace è di colore biancastro e nero. Sull’addome si possono notare bande trasversali alternate di colore ocra e biancastro, e le ali trasparenti sono caratterizzate da disegni simmetrici di colore giallo aranciato. Le larve della mosca della frutta sono invece poco appariscenti, di un colore bianco sporco (simili a quelle delle comuni mosche), e sono proprio queste ultime a causare direttamente il danno più significativo alle piante.

mosca della frutta

Ceratitis capitata e i suoi ingenti danni

Gli adulti di questa specie perforano i frutti con le loro punture, attraverso le quali depongono le uova. Già in questa prima fase si può verificare un danno non trascurabile, dal momento che intorno alle zone perforate della polpa tendono a comparire alterazioni cromatiche, rammollimenti e marcescenze. Questi problemi sono particolarmente accentuati nelle specie di agrumi.

Ma non è finita qui: una volta che le uova si sono dischiuse le larve della mosca della frutta iniziano a scavare gallerie all’interno del frutto, cibandosi voracemente della sua polpa. Le zone colpite vanno incontro a rammollimenti e possono marcire per via del successivo insediamento di funghi e muffe. Dopo essersi sviluppate a scapito dei frutti in cui trascorrono il primo periodo della loro vita, le larve trasformatesi in adulti si accoppiano e danno origine a un’altra generazione di parassiti. Generazioni che non sono più di tre o quattro nell’Italia settentrionale, meno favorevole dal punto di vista climatico per la mosca della frutta, ma che nelle zone più calde del meridione possono arrivare ad essere anche sei o sette colpendo praticamente ogni tipo di raccolto, mese dopo mese: dalle drupacee all’inizio dell’estate agli agrumi in autunno inoltrato.

Come si può combattere la mosca della frutta

Se si possiede un frutteto bisogna sempre mantenere alta la guardia, esaminando i frutti presenti sulle piante per vedere se sono stati interessati dalle punture degli esemplari di questa specie di insetto. Qualora i frutti fossero ancora integri è bene comunque dare un’occhiata precauzionale tutt’intorno, per individuare eventuali adulti di mosca della frutta.

Per debellare la presenza delle piccole mosche così come delle larve è possibile contare sull’ausilio di prodotti fitosanitari quali in particolare i fosforganici, da maneggiare però con la massima cura. In agricoltura si impiegano talvolta anche esche avvelenate, che risultano efficaci contro gli adulti.

2 Commenti

  1. Fabrizio
  2. Stefano

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