Lavori di novembre in giardino, orto, frutteto

Solitamente con l’arrivo di novembre in molte regioni italiane comincia un periodo freddo e piovoso, precursore dell’inverno che si approssima. La preoccupazione maggiore per chi si dedica al giardinaggio deve essere quella di fornire alle piante tutto il supporto necessario per superare la stagione invernale senza danni. Ecco quindi che l’imminente gelo dell’inverno, anticipato da quei primi freddi intensi che sono tipici del mese di novembre, rappresenta il filo guida per tutte le operazioni da compire in giardino, ma anche nell’orto e sui frutteti.

lavori in campagna nel mese di novembre

Lavori di Novembre in giardino

Per questo in novembre, le piante che normalmente si trovano all’aperto tutto l’anno ma risultano sensibili nei confronti delle temperature più basse devono essere adeguatamente protette all’interno di serre non riscaldate, sotto tettoie o in strutture rigide ricoperte di teli di plastica o di iuta. Per proteggere i delicati apparati radicali delle piante è possibile avvolgere i vasi in fogli di giornale, stuoie o stracci, e ricoprire la terra (sia dei vasi che delle piante del giardino) con uno strato di corteccia, paglia, fronde di felci o foglie secche.

Per evitare che le precipitazioni nevose possano danneggiare alberi e arbusti a portamento conico o piramidale, è consigliabile avvolgerne le chiome in teli o legarle utilizzando del cordino; le legature non devono comunque essere troppo strette. Al contrario, le piante che soffrono l’eccessiva umidità non devono mai essere avvolte perché è più probabile che al chiuso si possano sviluppare delle marcescenze alla chioma.

Prati

I prati vanno sfalciati un’ultima volta prima dell’inverno e le foglie secche che cadono sul tappeto erboso devono essere regolarmente rimosse per evitare l’ingiallimento dell’erba e l’asfissia degli strati sottostanti. Se il terreno apparisse eccessivamente compattato, è bene arieggiarlo praticando delle forature con bastoni di legno. In caso di presenza di muschio sul prato, è possibile impiegare appostiti prodotti antimuschio; una volta disseccato, è necessario rimuoverlo con un rastrello. Se invece si intende impiantare ex novo un prato nella successiva primavera, novembre è il mese ideale per iniziare le lavorazioni preparatorie del terreno. Il substrato deve essere accuratamente rivoltato mediante lavorazioni profonde e, se necessario, la sua struttura può essere migliorata con l’aggiunta di humus, terriccio, argilla o sabbia.

Concime

Durante le lavorazioni è consigliabile interrare anche del concime maturo o un altro fertilizzante di origine naturale come il guano o lo stallatico equino. Poiché l’eventuale impianto di irrigazione automatico del prato non verrà più impiegato sino all’anno successivo, si consiglia di controllare che i tubi siano perfettamente svuotati e il rubinetto principale sia staccato. La presenza di acqua residua, infatti, potrebbe ghiacciare e spaccare i tubi ed i raccordi.

In novembre è possibile, se ancora non lo si è fatto e se il clima non è eccessivamente freddo, potare e cimare siepi, arbusti sempreverdi e arbusti caducifogli a fioritura primaverile: questa pratica stimolerà, nella primavera successiva, la vigorosa emissione di nuovi getti.

Trapianti

Per quanto riguarda i trapianti, in novembre si possono mettere a dimora alcune piante erbacee come ad esempio viole del pensiero, papaveri autunnali, eriche, ellebori, speronelle, margheritine, fiordalisi, ranuncoli, elicrisi, godezie, piselli odorosi e garofani. Molto apprezzati, inoltre, sono i cavoli ornamentali le cui foglie assumono vivaci colorazioni che sfumano dal giallo al rosso e si trovano a proprio agio nella stagione invernale. Le specie bulbose a fioritura primaverile possono essere ancora messe a dimora, se il clima non è troppo rigido; queste piante sono ad esempio giglio bianco, bucaneve, calla, narciso, amarillis, anemone, iris, geranio tuberoso, croco, giacinto, tulipano, ixia, scilla, fritillaria, ciclamino, fresia, allium, ranuncolo, muscario e chionodoxa. In seguito al trapianto, se le precipitazioni del mese novembre sono scarse, i bulbi dovrebbero essere innaffiati non più un paio di volte alla settimana, con ridotte quantità di acqua; in seguito non è più necessaria l’irrigazione. È importante che l’acqua impiegata per innaffiare non cada mai sulle foglie, dove potrebbe formare strati di ghiaccio.

Lavori di Novembre nell’orto

Per quanto riguarda gli orti, novembre è un mese abbastanza tranquillo poiché sono relativamente poche le cure da rivolgere alle proprie colture. Si possono ancora raccogliere alcuni degli ultimi sedani, carote, cavoli, cicorie, cavolfiori, ravanelli, finocchi, insalate da cespo (come la scarola e la lattuga) e varietà tardive di radicchio, prima che sopraggiungano i veri freddi invernali. In novembre possono essere seminati in piena terra ravanelli, fave, cicorie, radicchi, spinaci e piselli, mentre in semenzaio i bulbilli di aglio.

Serre e tunnel

In novembre può proseguire inoltre la coltivazione di molte specie sotto tunnel oppure nelle serre, che consentono di avere anche in tardo autunno ortaggi freschi come ravanelli, agretto, piselli, radicchi, lattuga, valerianella, aglio, carote, fave, spinaci, cardi e prezzemolo. Eventuali precipitazioni nevose devono essere prontamente rimosse dalle pareti di tunnel e serre, per evitare che le strutture e i teli (e le colture sottostanti) possano esserne danneggiati.

Frequentemente è opportuno arieggiare le colture protette, dal momento che l’elevato tasso di umidità interno rappresenta un fattore di crescita ideale per marciumi e muffe. L’arieggiamento serve anche ad evitare gli sbalzi termici eccessivi fra il giorno e la notte: anche se siamo in novembre, infatti, nelle giornate soleggiate le temperature al di sotto delle strutture di protezione possono anche raggiungere i 30°C.

Innaffiature

In caso di bisogno le colture possono essere irrigate, ma facendo attenzione ad impiegare solo piccole quantità di acqua a temperatura ambiente; bisogna inoltre evitare di bagnare le parti aeree delle piante come foglie e frutti. Per quanto riguarda le concimazioni, in inverno si consiglia di utilizzare letame ben maturo, ben interrato nel suolo mediante una accurata vangatura; si possono anche impiegare concimi chimici contenenti potassio e fosforo, ma non azoto, che viene facilmente dilavato dalle precipitazioni. È comunque indispensabile zappettare il terreno fra le file per consentire la rottura dell’eventuale crosta superficiale e l’arieggiamento del substrato.

Dal momento che in questo mese le cure per l’orto non richiedono un impegno eccessivo, si può sfruttare il tempo libero per le operazioni di manutenzione di tutti quei materiali ed attrezzature che sono stati impiegati nei mesi precedenti. Prima di riporre vanghe, rastrelli, zappe ed altri arnesi metallici è bene rimuovere accuratamente tutti i residui di terriccio ed oliarli con un prodotto apposito per evitare che sviluppino patine ossidate o di ruggine. Gli attrezzi ormai troppo usurati ed i manici vecchi devono essere sostituiti, mentre ci si può portare avanti per la primavera successiva predisponendo elenchi di sementi, piantine e materiali da acquistare. Si può anche iniziare a pianificare la distribuzione futura degli ortaggi, mediante una riproduzione su carta della superficie disponibile nell’orto, e documentarsi sulle cultivar e sulle varietà disponibili.

Lavori di Novembre nel frutteto

In novembre, nel frutteto, prosegue la raccolta di prodotti tipici della stagione autunnale come ad esempio mele cotogne, kiwi, cachi, castagne ed olive, ma anche i primi agrumi nelle regioni dell’Italia meridionale: arance, bergamotti, clementine e limoni.

Nonostante la brutta stagione, in novembre bisogna sempre continuare ad eliminare le erbacce infestanti. Si possono inoltre effettuare delle lavorazioni durante le quali concimare il terreno sino in profondità utilizzando letame maturo, compost o stallatico equino.

Novembre è anche il mese ideale per continuare con il trapianto di meli, peri, prunus, cotogni, albicocchi. Per le piante già nel frutteto si possono potare – se le temperature non sono troppo rigide – nespoli, viti, actinidie, peri, meli e cotogni. Anche le specie arbustive come ribes nero, bianco e rosso, nonché l’uva spina, i lamponi e le more, possono essere cimate allo scopo di stimolare l’emissione di nuovi getti nella primavera successiva.

Per proteggere gli apparati radicali dal freddo eccessivo, è opportuno predisporre uno strato di pacciamatura alla base delle piante. Questa tecnica consiste nel coprire il suolo con del materiale isolante di origine naturale (paglia, fronde di felci, frammenti di corteccia, fieno…) oppure con apposito tessuto per pacciamature.

Lavori di Novembre sulle piante da appartamento

Le piante da appartamento devono essere mantenute lontano da fonti di calore come ad esempio termosifoni, caminetti o stufe: l’eccessiva secchezza dell’aria è infatti deleteria per queste specie vegetali. A causa degli impianti di riscaldamento che, in novembre, in genere iniziano ad essere accesi per diverse ore al giorno, l’aria delle case è comunque tendenzialmente secca: si consiglia quindi di posizionare delle ciotole contenenti acqua su caloriferi e stufe per umidificare l’aria, o in alternativa di ricorrere ad appositi umidificatori a funzionamento elettrico. Le piante di casa possono essere collocate vicine l’una con l’altra, allo scopo di creare microclimi con una certa umidità ambientale. Le foglie delle piante da appartamento possono
anche essere nebulizzate utilizzando acqua distillata, che non lascia incrostazioni calcaree in seguito all’evaporazione.

Se le foglie di piante come ad esempio il filodendro o il potos presentassero una evidente patina opaca, questa va rimossa con un panno leggermente inumidito. Tale operazione non è solo utile per una questione estetica, ma consente alle piante di “respirare” migliorando lo scambio di gas (ossigeno ed anidride carbonica) con l’atmosfera. Si sconsiglia in genere l’impiego dei prodotti lucidanti fogliari, che migliorano notevolmente l’aspetto delle piante ma che impediscono gli scambi gassosi.

Anche se le giornate di novembre sono brevi e poco luminose, le piante che necessitano di luce devono essere collocate in prossimità di finestre e portefinestre, per garantire la miglior illuminazione possibile. La temperatura, tuttavia, non deve essere troppo elevata: in genere 16-20°C sono più che sufficienti per la maggior parte delle specie che provengono dai climi caldi.

Bonsai

In novembre ormai tutti i bonsai tropicali, come ad esempio carmona e ficus, sono stati spostati in casa, mentre quelli da esterno più sensibili nei confronti delle basse temperature devono essere posti al riparo. La protezione dalle avversità può essere garantita ad esempio da una tettoia o da un pergolato, e sono preferibili le esposizioni a sud che sono più luminose e risentono meno delle brinate. Per le specie più delicate è opportuno il collocamento in serre non riscaldate o ripari costruiti con teli di materiale plastico che mantengano al loro interno temperature più accettabili.

Sono soprattutto gli apparati radicali che risentono degli effetti negativi del gelo, perciò è bene che i vasi dei bonsai da esterno siano foderati con materiale isolante come polistirolo o strati di tessuto; il terreno può essere invece ricoperto con paglia, foglie secche, argilla espansa o tessuto non tessuto. I bonsai che rimangono all’esterno possono essere innaffiati saltuariamente, soprattutto quelli sempreverdi che vegetano anche nella stagione fredda. Solitamente le concimazioni possono essere sospese sino all’arrivo della primavera successiva, o comunque fortemente ridotte.

I bonsai che si trovano in casa devono essere annaffiati solo quando il terriccio è asciutto, evitando le eccessive quantità di acqua che possono causare ristagno idrico e marciumi radicali. Si consiglia di riempire i sottovasi di ghiaia o argilla espansa, bagnandola con acqua: evaporando, si creerà un microclima umido intorno alle piante. Questo metodo, utile per limitare i danni dovuti all’eccessivo disseccamento dell’aria dovuto ai termosifoni, può essere utile anche per tutte le altre piante di casa.

Novembre è un mese particolarmente indicato per le potature di correzione e di formazione; per questa pratica devono essere impiegati arnesi dalle lame sterilizzate, avendo cura di disinfettarle nel passaggio da un bonsai all’altro. Le ferite di potatura devono essere trattate con una apposita pasta cicatrizzante o del mastice chiudente, che contribuiscono alla guarigione del taglio e impediscono lo svilupparsi di malattie fungine.

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