Sterzo del trattore

Come per la nostra automobile, lo sterzo (detto volgarmente “volante”) esiste nel trattore e serve per esercitare la medesima funzione: dare la direzione di movimento al veicolo, manovrando le ruote anteriori. Ovviamente, date le dimensioni di un trattore, il tipo di terreno sul quale si muove, il lavoro cui è adibito, il suo sterzo andrà ad agire su meccanismi con caratteristiche meccaniche differenti da quelli delle normali vetture.

Lo sterzo del trattore

Nei trattori l’apparato di direzione è formato dallo sterzo del trattore e da una serie di comandi meccanici; tra questi, i più importanti risultano essere:

  • volante
    (o sterzo)
  • scatola e braccia
    (naturalmente dello sterzo)
  • biella di direzione
    generalmente unica ma in alcuni casi possono esserne installate in numero di due
  • leva di comando
    generalmente unica ma in alcuni casi possono esserne installate in numero di due
  • asta di accoppiamento

Lo sterzo meccanico, nei trattori destinati all’uso agricolo, si compone di due parti: la prima, che è fissa, è in pratica l’assale anteriore, la seconda che invece è mobile, è formata da una coppia di leve e un’unica barra di accoppiamento.

Sterzo del trattore

Tra i vari tipi di sterzo del trattore si ricorda quello “servoassistito”: un cilindro idraulico messo in azione dal volante (attraverso un pompa servita ovviamente da un serbatoio), aziona a sua volta le leve di comando (NB: in alcuni casi è presente un’unica leva di comando).

Altra tipologia di sterzo del trattore è quello definito “idrostatico”: composto da diversi organi (volante, scatola di distribuzione, pompa e al massimo due cilindri idraulici, serbatoio dell’olio), basa il suo funzionamento sul volante, il quale direttamente comanda l’impianto idraulico che poi a sua volta regola il quadrilatero di sterzo.

Sterzo: note tecniche, differenze, particolarità, esempi

Almeno fino agli anni ’70 del XX secolo, il sistema di direzione dei trattori era da sempre stato poco curato, sia dai progettisti che dai costruttori: le due ruote motrici infatti conferivano un’importanza secondaria a questo apparato; successivamente, grazie all’introduzione e alla diffusione delle quattro ruote motrici fu notevolmente migliorato e messo a punto, sia allo scopo di un miglioramento funzionale della macchina nella sua totalità, sia per renderne più semplice e confortevole l’utilizzo.

All’epoca per i trattori a due ruote motrici lo sterzo aveva ancora un funzionamento essenzialmente meccanico, mentre per le trattrici a doppia trazione si utilizzavano o sterzi idrostatici, nella maggior parte dei casi, oppure più raramente anche sterzi servoassistiti.

Angolo di sterzo

Fino agli anni ’80-’85 l’angolo massimo di sterzo per un trattore doppia trazione era di 45°, in seguito si diffusero invece trattrici i cui angoli di sterzo raggiungevano i 50°, più che sufficienti per le applicazioni di quel periodo.

Allo stato attuale, tutti i moderni assali sono capaci di offrire almeno 50° come angolo massimo di sterzo, e comunque la maggior parte dei trattori a quattro ruote motrici raggiungono angoli massimi di sterzata compresi tra i 55° e i 70°.

Differenze in fase di manovra

La manovrabilità di un trattore a semplice trazione è notevolmente incrementata dagli elevati angoli di sterzo che questa può superare (addirittura si superano in certi casi i 70°); a parità di manovra, un mezzo a doppia trazione invece impiega molto più spazio.

Nel corso degli anni, incrementare la potenza dei trattori ha significato un corrispondente e proporzionale incremento delle dimensioni, sia delle stesse trattrici che degli attrezzi e/o dei mezzi trainati (quali ad esempio, rimorchi, carrelli o cisterne).

Questo conseguentemente ha creato la necessità di ottenere angoli di sterzo sempre maggiori, e sia i progettisti che i costruttori hanno studiato e adottato in questo senso accorgimenti tecnici che hanno aumentato le capacità del sistema di direzione nei nuovi trattori.

In sostanza, in condizioni di massima sterzata è stata eliminata la necessità di incrementare l’angolo di incidenza della coppia di ruote anteriori: questo ha consentito di aumentare, portandola al valore massimo ottenibile, la superficie di contatto tra il suolo ed i pneumatici; inoltre viene in questo modo ridotta sia la costipazione del terreno che il consumo del battistrada, rendendo veramente efficace la sterzata tramite una riduzione globale delle sollecitazioni sui cuscinetti e su tutti gli altri elementi che costituiscono le ruote e l’assale.

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