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La bolla del pesco

Questa malattia fungina può colpire le coltivazioni di piante da frutto di tutta Italia, ma è soprattutto nelle zone settentrionali del paese che la bolla del pesco si manifesta con tutta la sua dannosità. In questa guida potrete trovare consigli utili per riconoscerla e trattarla con appositi prodotti antifungini.

Bolla del pesco

La bolla del pesco e i suoi target

A dispetto del nome, la bolla del pesco (Taphrina deformans) non colpisce solamente questo albero da frutto, ma anche il mandorlo: perciò chi possiede almeno una di queste specie è bene conosca il nemico pericoloso che prima o poi potrebbe trovarsi di fronte. Si tratta di una malattia fungina causata da un micete appartenente alla sottodivisione Ascomycotina che colpisce tutti gli organi verdi della pianta quali giovani germogli e foglie, non disdegnando tuttavia i frutti ed i fiori di alcune varietà particolarmente sensibili.

Le condizioni favorevoli allo sviluppo di questa malattia sono tipicamente quelle dei climi temperati, con piogge primaverili e temperature a partire dagli 8-10°C in su; i momenti dell’anno in cui gli attacchi di bolla del pesco si fanno più massicci sono la fine della primavera e l’estate.

i sintomi della bolla del pesco

Il riconoscimento dei sintomi della bolla del pesco

Quando ad essere attaccati dalla bolla del pesco sono i germogli, è possibile osservare diffuse malformazioni delle lamine fogliari che ne dovrebbero fuoriuscire. Queste si presentano con una tipica colorazione rossastra-arancione e sono difficilmente distinguibili l’una dall’altra, dal momento che tendono a formare un ammasso carnoso e di aspetto disordinato con evidenti bolle a livello superficiale. I germogli infine si bloccano nel loro sviluppo e cadono, impedendo di fatto la crescita dei rami della pianta e costringendola a ‘sprecare’ energie per la successiva emissione ex novo di altri germogli.

Le foglie adulte colpite da questa malattia presentano sintomi analoghi a quelli descritti prima per i germogli; la lamina inizia a presentare bollosità e deformazioni di colore rossastro, e le foglie perdono così la capacità fotosintetica privando le piante di parte delle loro possibilità di sostentamento.

Meno frequenti, come dicevamo, sono gli attacchi della bolla del pesco sugli altri organi della pianta; quando i fiori sono colpiti, essi tendono a trasformarsi in masse deformate e carnose destinate a cadere. I frutti già abbastanza sviluppati si riempiono invece di formazioni rugose e in rilievo di colore arancio-ruggine, mentre quelli appena formati tendono a staccarsi precocemente.

Intervenire contro la bolla del pesco

Nelle coltivazioni estensive si è soliti effettuare trattamenti preventivi in autunno e inverno contro la bolla del pesco, ma chi semplicemente ha qualche albero da frutto di cui occuparsi farà bene a intervenire solo quando risultano visibili i sintomi della malattia. Al pari di altri patogeni fungini, anche la Taphrina deformans può essere combattuta con prodotti specifici (es. rameici), reperibili nei negozi specializzati in giardinaggio e florovivaismo.

Una risposta

  1. Muntoni prof. Clemente

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