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Coltivare il pesco

Il pesco è una specie non particolarmente difficile da coltivare, e che pertanto può regalare grandi soddisfazioni a chi sceglie questo albero da frutto per il proprio orto o giardino. In questa guida scoprirete come coltivare il pesco con successo, adottando le tecniche colturali più indicate per questa pianta dai frutti dolci e succosi.

Come coltivare il pesco

Per coltivare il pesco, meglio il seme o la piantina?

Le due specie di pesco più diffuse ed apprezzate a livello commerciale sono la Persica vulgaris (pesco comune) e la Persica laevis (pesca noce o nettarina), che oggi possono essere acquistate sotto forma di piantine già innestate in qualsiasi vivaio. Si tratta quindi di alberelli formati da un portainnesto (ovvero la porzione radicale) e da un innesto (la parte aerea che porterà i frutti). È questa la modalità preferenziale per coltivare il pesco, poiché consente di ottenere frutti di pregio nel giro di un paio d’anni.

Piantare dei semi di pesco nel terreno e aspettare che cresca la pianta, al contrario, non è consigliabile se si desiderano cogliere presto i “buoni frutti” del proprio lavoro, e questo per due motivi. Innanzitutto perché le piante necessitano di diversi anni per raggiungere la maturità sessuale e iniziare a fruttificare, e inoltre perché le pesche prodotte da piante nate da seme sono di solito molto diverse dai frutti piantati in origine a causa della ricombinazione genetica.

La scelta della pianta e la messa a dimora

Come abbiamo appena visto, la scelta migliore per coltivare il pesco è rappresentata dalla piantumazione di peschi già innestati e quindi pronti per essere messi a dimora. È bene farsi consigliare dal vivaista quale tipo di pianta è più indicato per il terreno che si ha a disposizione, dal momento che esistono portainnesti che risultano più idonei per terrei calcarei, argillosi, pesanti e via dicendo.

Una volta scelta la pianta che fa al caso proprio, bisogna scavare una buca di 50-60 centimetri di profondità, e larga almeno mezzo metro. Sul fondo si andrà a collocare uno strato di concime (letame o stallatico), ricoprendo con un po’ del terriccio asportato e collocando infine la pianta nel suo panetto di terra facendo sì che il colletto – ovvero la parte che separa le radici dal fusto – sia allineato con il suolo. Dopodiché si chiuderà la buca con la terra asportata, compattandola bene e innaffiando abbondantemente.

Il periodo ideale per compiere iniziare a coltivare il pesco va da ottobre ad aprile, ma senza dubbio sono più consigliati i mesi autunnali poiché la pianta avrà la possibilità di sviluppare le radici nel terreno ancora tiepido dall’estate, arrivando alla primavera già pronta per crescere.

Consigli utili per coltivare il pesco

È bene, nei suoi primi anni di vita, coltivare il pesco legandolo a un tutore di legno che ne consenta la crescita perfettamente verticale. Altrettanto importante è l’irrigazione, poiché quando le radici non sono ancora ben sviluppate la pianta può andare incontro a problemi soprattutto durante i periodi più caldi. Meglio innaffiare la pianta poco, ma spesso, piuttosto che fornirle grandi quantità di acqua tutte in una volta; si consiglia inoltre di farlo di prima mattina o di sera per evitare shock termici. In autunno e inverno non sono in genere necessarie irrigazioni, poiché risultano sufficienti le piogge.

Chi intende coltivare il pesco farà bene a sapere che, in seguito alla formazione dei piccoli frutticini (all’incirca un mese dopo la fioritura), è necessario diradarli per consentire alla pianta di concentrare le sue energie nella maturazione di pochi frutti ma di maggior pezzatura.

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