Sistema di sollevamento del trattore

Non tutti sanno che per svolgere il suo lavoro in campagna il trattore deve montare molto spesso degli “accessori”, ossia degli appositi sistemi meccanici che gli consentono di eseguire specifiche lavorazioni. L’aratro per l’aratura, la seminatrice per la semina e così via. Questi attrezzi vengono montati su un’apposito meccanisno che permette di sollevarli e abbassarli al suolo, per renderli operativi, ma anche di trasferire loro movimento rotatorio al fine di farli funzionare. Il sistema di sollevamento agisce grazie a un sistema di cilindri idraulici le cui camere vengono riempite d’olio in pressione, mentre il meccanismo che trasmette la rotazione dal motore viene detto “presa di forza“. A essi è dedicato questo specifico articolo tecnico di approfondimento.

sistema di sollevamento del trattore

Il sistema di sollevamento del trattore

La funzione detta “sollevamento” consente al trattore di muovere l’attrezzo connesso, appunto sollevandolo oppure abbassandolo grazie ad un sistema di cilindri idraulici le cui camere vengono riempite d’olio in pressione.

Nei trattori agricoli questi cilindri idraulici sono generalmente a “semplice effetto”, ovvero l’abbassamento e del sollevamento e dell’attrezzo avviene a causa del peso proprio dell’attrezzo. Nella sua globalità, il sistema di sollevamento del trattore risulta composto da cinque elementi:

  • pompa a funzionamento idraulico
  • circuito anch’esso di tipo idraulico
  • distributore idraulico
  • martinetti idraulici presenti in numero variabile
  • elemento di controllo

Il sistema di sollevamento del trattore (da ora in poi abbreviato sempre in “sollevamento”), che risulta avere un attacco a tre punti, ha essenzialmente i seguenti compiti da svolgere:

  • assicurare il collegamento fra trattore e attrezzo
  • consentire il movimento dell’attrezzo (alzarlo, abbassarlo e regolarlo a seconda delle lavorazioni)
  • controllare gli sforzi e, attraverso il collegamento al trattore, trasmettere ad essa le reazioni dell’attrezzo.

In sintesi, le due funzioni principali del sollevamento idraulico del trattore sono dunque le seguenti:

  • controllo della posizione
    dal momento che deve garantire il movimento del sollevamento in base alla lavorazione che viene affrontata (innalzamento, abbassamento e fissaggio del sollevamento in un punto stabilito dall’operatore e adeguato alla lavorazione da eseguire)
  • controllo dello sforzo
    che permette di adattare la profondità a cui l’attrezzo lavora a seconda dello sforzo di trazione del trattore.

Altre funzioni, variabili con la marca, i modelli e la potenza del trattore, consentono ad esempio di combinare il controllo della posizione e quello di sforzo, oppure altre addirittura fanno si che l’attrezzo si muova seguendo automaticamente l’andamento del terreno.

Attacco a tre punti

Questo apparato, costituito come da definizione da tre punti di attacco, si compone di:

  • tiranti verticali
    a collegare le braccia del sollevamento con quelle laterali. Di solito il tirante verticale destro può essere regolato in altezza, sia manualmente mediante una leva apposita sia con un meccanismo a controllo idraulico che si comanda direttamente dalla cabina di guida. Ciò risulta veramente comodo e utile quando si presenta la necessità di cambiare l’inclinazione dell’attrezzo in base alla conformazione del terreno
  • stabilizzatori
    che riescono a mantenere l’attrezzo impiegato in una ben definita posizione, evitando allo stesso tempo oscillazioni eccessive. Se nelle vecchie trattrici sono formati da “catene”, ad oggi per la maggior parte dei trattori vengono installati i cosiddetti “bracci telescopici” oppure i “martinetti idraulici” sui mezzi più recenti
  • terzo punto
    che corrisponde all’attacco più alto posizionato centralmente; la sua regolazione in lunghezza può avvenire manualmente, o anche a controllo idraulico se il terzo punto risulta anch’esso idraulico. Un particolare aggancio a spinotto, che può essere montato in 2 o 3 diverse posizioni a seconda della tipologia o della regolazione con cui di desidera agganciare l’attrezzo, fissa il terzo punto al trattore.

Le misure degli attacchi sono ovviamente standardizzate così da consentire la compatibilità di più attrezzi, sebbene questi siano da dimensionare in modo sensato e proporzionale a trattrici di potenze adeguate: è impensabile infatti convincersi di utilizzare un attrezzo di un mezzo da 40 CV con un trattore da 300 CV, e viceversa.

Sistema di sollevamento anteriore

Il sollevamento anteriore del trattore è un dispositivo che incrementa la versatilità e la dinamicità del trattore: permettendo infatti di agganciare gli attrezzi alla parte anteriore del trattore, questo sistema consente sia la riduzione dei tempi necessari alle lavorazioni sia un taglio in termini di costi.

Come il sollevamento posteriore del trattore, anche il sollevamento anteriore è dotato del controllo di sforzo, del controllo di posizione e di ulteriori funzioni specifiche. I vantaggi che si ottengono da questo dispositivo consistono:

  • possibilità di utilizzare contemporaneamente attrezzi combinati, sia davanti e allo stesso tempo dietro, come nel caso della raccolta delle barbabietole
  • ottenere una resa maggiore da attrezzi che se montati anteriormente al trattore lavorano al meglio delle loro potenzialità
  • possibilità di manovrare velocemente, sia nel montaggio che nello smontaggio, la “zavorratura anteriore”.

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