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Potatura del pistacchio

Nel nostro paese non si può parlare di pistacchio senza che venga inevitabilmente in mente il pistacchio di Bronte, una vera e propria delizia che arriva dalle assolate terre siciliane. La coltivazione dell’albero di pistacchio non è molto diffusa al di fuori delle regioni meridionali, soprattutto se paragonata con altre specie di interesse commerciale. Tuttavia, se anche voi avete la fortuna di possedere un pistacchio nell’orto o nel giardino, in questa guida potrete imparare ad eseguirne la corretta potatura.

Potare il pistacchio

Potare il pistacchio

Il nome scientifico di questo albero, che appartiene alla famiglia delle Anacardiaceae, è Pistacia vera.

Il pistacchio è originario delle zone mediorientali e della Turchia, e da tempo immemore viene coltivato in diverse zone del bacino del Mediterraneo per via dei suoi squisiti frutti. In Italia quasi tutta la coltivazione del pistacchio a scopi commerciali ha luogo in Sicilia, e in particolar modo nelle province di Catania (dove per l’appunto, alle pendici dell’Etna, si trova la celebre località di Bronte), Agrigento e Caltanissetta.

Il pistacchio è una pianta caducifoglia che raggiunge generalmente altezze di 4 o 5 metri, anche se esistono grandi esemplari di oltre 10 metri. La sua chioma è ampia, formata da rami con andamento pendulo, e la fioritura avviene in marzo-maggio a seconda dell’andamento climatico.

Dopo l’impollinazione e la fecondazione sul pistacchio iniziano a formarsi i frutticini, dalla tipica forma ovale e caratterizzati dalla presenza di un involucro (mallo) rigido. Il mallo è formato da due valve legnose e contiene un seme di colore verde chiaro, il pistacchio appunto, che è grandemente apprezzato sia per il consumo tal quale che in cucina, soprattutto per la preparazione di dolci e gelati. La maturazione dei pistacchi in genere si completa entro gli inizi di settembre, quando inizia la raccolta dei frutti.

Dove si coltiva il pistacchio

Il pistacchio è in grado di adattarsi perfettamente alle condizioni climatiche calde e secche, caratterizzate da scarse o addirittura nulle precipitazioni in estate, tipiche delle zone dell’Italia meridionale. Questa pianta predilige esposizioni assolate ed è sensibile alle gelate in primavera, anche se può tollerare inverni abbastanza freddi.

Per quanto riguarda il substrato di crescita, il pistacchio è in grado di svilupparsi senza problemi anche sui terreni più aridi, come ad esempio le lave vulcaniche o i suoli rocciosi. In genere il pistacchio cresce a quote comprese tra i 300 e gli 800 metri sul livello del mare.

Come fare la potatura del pistacchio

Il periodo ideale per procedere con la potatura del pistacchio è compreso tra il mese di dicembre e quello di febbraio, avendo l’accortezza di evitare però in questo lasso di tempo i periodi più freddi dell’anno.

A differenza di altre specie di interesse produttivo, il pistacchio non richiede interventi di potatura particolarmente accentuati. Ciò deriva sia dal fatto che la pianta riesce a regolarsi piuttosto bene da sola nella crescita, che dalla difficoltà nella cicatrizzazione dei tagli di potatura. Tali problemi si verificano soprattutto quando si potano grossi rami, pertanto bisogna sempre tenere a mente che simili interventi sono – se possibile – da evitare.

La potatura del pistacchio consiste principalmente nell’asportazione dalla pianta di tutti quei rami che si trovano in condizioni non ottimali, come ad esempio quelli secchi, indeboliti, danneggiati dalle intemperie o caratterizzati dalla presenza di parassiti. In sostanza, eseguendo questi interventi di potatura, si deve sempre tener presente la finalità di conferire alla pianta una forma armoniosa, con una chioma non troppo fitta che lasci passare luce e aria a sufficienza.

Inoltre è buona cosa potare tutti i polloni, ovvero i rami che si generano a partire dalla base del fusto da cellule dormienti, che crescendo a dismisura andrebbero a sottrarre al pistacchio preziose energie per la fruttificazione.

Nelle coltivazioni di pistacchi su larga scala, allo scopo di aumentare la produttività delle piante si ricorre anche ad operazioni specifiche come ad esempio l’eliminazione delle gemme sovrannumerarie, che però si consiglia di lasciar fare solamente agli esperti.

Per stimolare la produzione del pistacchio è inoltre possibile eliminare le gemme apicali dei rami, potandone la punta, in modo tale da stimolare le gemme sottostanti a produrre nuove foglie. Grazie all’aumento della fotosintesi la produzione sarà più abbondante, anche se – analogamente al casorami che si trovano in condizioni non ottimali, come ad esempio quelli secchi, indeboliti, danneggiati dalle intemperie o caratterizzati dalla presenza di parassiti.

In sostanza, eseguendo questi interventi di potatura, si deve sempre tener presente la finalità di conferire alla pianta una forma armoniosa, con una chioma non troppo fitta che lasci passare luce e aria a sufficienza.

Inoltre è buona cosa potare tutti i polloni, ovvero i rami che si generano a partire dalla base del fusto da cellule dormienti, che crescendo a dismisura andrebbero a sottrarre al pistacchio preziose energie per la fruttificazione.

Nelle coltivazioni di pistacchi su larga scala, allo scopo di aumentare la produttività delle piante si ricorre anche ad operazioni specifiche come ad esempio l’eliminazione delle gemme sovrannumerarie, che però si consiglia di lasciar fare solamente agli esperti. precedente – questi interventi richiedono una certa perizia. Pertanto, ai meno esperti si consiglia di non rischiare, perché se eseguite in modo non corretto la pianta potrebbe risentire fortemente di queste potature.

3 Commenti

  1. Antonio TRIUNFO
  2. Salvatore
  3. Stefana Morreale

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