Graminacee ornamentali: coltivazione e cura

Graminacee ornamentali: coltivazione e cura

Graminacee ornamentali: coltivazione e cura

11 febbraio 2013 0 commenti

Coltivare le graminacee ornamentali

Le graminacee ornamentali sono piante di cui fanno parte la comune erba e gli importantissimi cereali; ma esistono anche graminacee cosiddette ornamentali proprio perché per forme e colori, sono in grado di dare carattere e particolarità agli ambienti, sia da sole che insieme ad altri tipi di piante. Da sempre parte dei paesaggi naturali, le graminacee ornamentali oggi in Italia non sono molto apprezzate, né tanto utilizzate. Ma nei vivai sono presenti molte specie, con caratteristiche diverse e particolari.

Il nome graminacee deriva dal latino gramen e significa proprio erba o filo d’erba. Si tratta di una famiglia di piante davvero molto grande, che comprende più di diecimila varietà. Ne fanno parte quelle piante molto comuni che formano i tappeti erbosi molto rigogliosi, nonché alcune piante importantissime per l’uomo come il riso, il mais e il grano. Le specie di graminacee ornamentali invece regalano fiori e colori molto belli durante tutto l’anno, per decorare terrazzi, giardini e balconi.

Graminacee ornamentali

Vantaggi

Le graminacee sono piante che proprio grazie alle loro particolarità, presentano molti vantaggi per chi desidera averle in casa come sfondo scenografico:

  • Sono appariscenti tutto l’anno
  • Foglie e steli in autunno non scompaiono
  • Anche in inverno sono decorative per via della rugiada e della brina che formano su di esse delle specie di arabeschi
  • Le foglie leggere, lunghe e sottili si muovono al vento, producendo un piacevole fruscio e aggiungendo alla scenografia movimento e suono, due effetti molto difficili da ottenere con altre piante
  • Essendo piante rustiche, non sono attaccabili da malattie
  • Si adattano facilmente a diverse situazioni
  • Richiedono poca manutenzione: non hanno bisogno di concimazione particolare e tollerano molto bene la siccità
  • Danno diverse possibilità di scelta per forme, dimensioni e colori, per decorare in tanti modi differenti

Le due grandi specie di graminacee: tardive e precoci

Le graminacee ornamentali possono essere classificate in due grandi gruppi, distinti dalla diversa influenza che la temperatura può esercitare sulla loro crescita:

  • graminacee precoci
    si sviluppano in primavera ed entrano a riposo in piena estate, appena le temperature diventano molto alte; riprendono a crescere in autunno ma senza colorazioni particolari; esse sono la Deschampsia, la Helictotrichon, la Festuca, la Calamagrostis;
  • graminacee tardive
    crescono man mano che le temperature aumentano; in primavera sono ancora a riposo; fioriscono infine in autunno, con foglie dai colori molto caldi, e mantengono belle forme anche in inverno; esse sono il Panicum, il Pennisetum, l’Eragrostis, il Chasmanthium, il Miscanthus.

Specie più famose di graminacee ornamentali

Nel nostro Paese molto probabilmente la specie più conosciuta di graminacee ornamentali è la Cortaderia selloana, a volte ancora chiamata Gynerium argenteum e conosciuta volgarmente come erba delle Pampas.

Altre specie di graminacee ornamentali molto conosciute e diffuse nei vivai italiani sono:

  • Pennisetum alopecuroides
  • Pennisetum setaceum
  • Pennisetum setaceum rubrum
  • Miscanthus sinensis
  • Miscanthus sinensis strictum
  • Miscanthus sinensis zebrinus
  • Festuca ovina
  • Festuca glauca

Forme

A seconda delle specie scelte, le graminacee ornamentali si possono presentare con forme:

  • Morbide e flessuose, grazie a foglie arcuate e fitte; è il caso di Carex morrowii, Pennisetum, Eragostis curvula e Andropogon
  • Erette con strutture verticali, come nei bambù, nell’Imperata cilindrica o Molinia, nei giunchi.

Dimensioni

Le graminacee ornamentali possono avere dimensioni molto differenti fra loro:

  • Dai 15-20 cm di altezza delle più piccole, come la Carex glauca o la Festuca cinerea
  • Ai 3-4 metri di altezza delle specie più grandi, come la Cortaderia, l’Erianthus, il Miscanthus giganteus e il Saccharum ravennae

Colori

La graminacea è una pianta che regala diverse sfumature di colore anche senza la presenza dei fiori. A dare colore infatti sono le foglie, che possono anche cambiare colore a seconda delle stagioni.

  • Variegate in rosa, giallo o bianco sono le foglie di specie come Miscanthus Strictus e Zebrinus, la Luzula marginata, la Phalaris Picta e la Streamline
  • Sfumate in rosso sono le foglie di specie come Pennisetum atrosanguineum, Imperata e Panicum virgatum
  • Tendenti al blu o al grigio sono le foglie di specie come la Festuca glauca, il Leymus e la Koeleria glauca
  • Tonalità accese in autunno le assumono le foglie di specie come Imperata, Miscanthus purpurescens, Carex, Panicum virgatum e Saccharum ravennae

Fiori


Dopo aver esaltato così tanto le caratteristiche estetiche delle foglie di queste piante, non si può evitare di parlare dei fiori delle graminacee ornamentali, anche se in alcune specie non si presentano. Quelle che invece hanno i fiori sono il Miscanthus, il Pennisetum, la Cortaderia e l’Andropogon, ad esempio. I fiori di queste specie sono sorretti da fili sottilissimi e ondeggiano anch’essi col vento. Questi fiori sono a forma di pennacchi e possono essere:

  • Rosa
  • Argentati
  • Rossi
  • Piumosi e bianchi

Sono fiori decorativi anche in inverno in composizioni di fiori secchi o recisi.

Terreno

Per coltivare in casa le graminacee ornamentali è necessario sapere quale tipo di terreno utilizzare. Solitamente le graminacee si adattano bene a terreni secchi, ma questi devono essere molto ben compattati e devono inoltre garantire un ottimo drenaggio, per permettere alle radici di svilupparsi in modo da superare i periodi di siccità. Sul fondo del terriccio è bene dunque deporre uno strato di 3 o 4 cm di argilla espansa o ciottoli, comunque di materiale drenante.

Esposizione

Le graminacee ornamentali vanno tenute all’esterno delle abitazioni e solitamente necessitano di pieno sole, quindi a Sud, Sud-Est.

Solo alcune specie prosperano nelle zone ombrose, come la Luzula, la Carex plantaginea, la Miscanthus purpurescens e la Chasmanthium. Al momento dell’acquisto ricordiamoci sempre di chiedere se la specie necessita di sole oppure di ombra.

Dove stanno meglio?

Le graminacee possono essere coltivate in diversi luoghi, poiché risultano belle e anche utili in situazioni differenti. Le specie che non crescono molto in altezza, possono essere facilmente e sapientemente utilizzate come tappezzanti per le zone di un giardino che rimangono spoglie, oppure piantate nelle tasche dei muri assolati o ancora nei giardini rocciosi.

Le piante con steli più alti possono definire meglio le barriere frangivento o le siepi che schermano. Possono essere utilizzate in bordure o aiuole con grandi effetti se associate a piante con foglie carnose o larghe, poiché la composizione si arricchirebbe invece di steli lunghi e leggeri, in contrasti visivi molto piacevoli.

Le graminacee poi possono servire a consolidare il terreno e a proteggerlo dall’erosione ad esempio nei terreni in pendenza o in presenza di scarpate; a questo scopo, esistono specie particolari con radici rizomatose, capaci di espandersi per 2 o 3 metri in profondità e lateralmente; esse sono: Miscanthus sacchariflorus, Vetiveria, Phalaris ed Elymus.

Le specie che hanno foglie variegate risultano più adatte a essere coltivate su balconi e terrazzi.

Infine le graminacee possono essere efficaci punti scenografici anche se isolate, poiché i colori e le forme della vegetazione possono essere molto interessanti.

Cure per le graminacee ornamentali

Premesso che si tratta di piante abbastanza resistenti a qualunque situazione, qualche cura mirata non potrebbe che far loro del bene.

irrigazione

Le graminacee vanno innaffiate molto soltanto durante la prima stagione dopo l’impianto. Quando ormai si sono sviluppate, si interviene solamente nei periodi di siccità, quindi in estati particolarmente torride, limitandosi però a bagnarle una volta alla settimana. Se si nota però un colore sbiadito delle foglie, significa che l’irrigazione è troppa oppure che il drenaggio non è sufficiente.

potatura

Alla fine dell’inverno le graminacee andrebbero tagliate a 5-10 cm dal suolo, perché possano crescere colorate, rigogliose e sane. Per le specie più alte invece, conviene legarle a mazzi verso la metà della loro altezza, tagliarle alla base e rimuovere così l’intera fascina. Per svolgere l’operazione di potatura, è vivamente consigliabile utilizzare i guanti, poiché le foglie delle Graminacee possono essere molto affilate e tagliare facilmente la pelle.

concimazione

All’inizio della primavera, dopo la potatura, non sarebbe una cattiva idea concimare la pianta per aiutarla a formare una vegetazione nuova. Sono utili allo scopo fertilizzanti che abbiano un basso contenuto di azoto, poiché troppo azoto favorisce uno sviluppo eccessivo, che porta poi a un indebolimento generale degli steli; questi si affloscerebbero, interrompendo la forma della pianta e favorendo inoltre l’insorgere di malattie, che in casi normali non si verificherebbero.

rinnovare e moltiplicare le graminacee

Per fare in modo che le graminacee si moltiplichino e si riprendano dall’inverno rinnovandosi e crescendo rigogliose, oppure perché gli esemplari più vecchi possano ringiovanire, all’inizio della primavera occorre dividerne l’apparato radicale. Per dividere le radici delle graminacee si procede in questo modo:

  • Si scava una buca grande intorno alla pianta; la terra va rimossa delicatamente perché non si danneggino le radici
  • Si divide la pianta in due parti o più: ogni parte deve avere radici, rami, fusto e foglie
  • Si mettono a dimora tutte le parti così ottenute, cominciando da quelle ricavate dalle zone più esterne della pianta originaria
  • Nelle buche precedentemente preparate, le nuove piante devono essere sistemate alla stessa profondità della pianta originaria
  • Si riempiono le buche con terriccio organico.

Nel sistemare le varie parti, come nel momento dell’impianto della pianta madre, occorre tenere conto della larghezza che l’esemplare potrà raggiungere a maturità dopo 3 o 4 anni, perché bisogna prevedere uno spazio di crescita adeguato.

Attenzione alle allergie

Se soffrite della classica allergia primaverile ai pollini, sarebbe meglio non coltivare graminacee né in giardino né tantomeno sul balcone. Infatti, data la grande quantità di polline che queste piante producono e che viene trasportato dal vento, risultano le responsabili delle allergie primaverili di almeno il 70% degli affetti.

Tuttavia specie come il Carex, il giunco, il Cipero e l’Erioforo non provocano allergie da polline.


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