Potatura del cotogno

Potatura del cotogno

Potatura del cotogno

29 gennaio 2013 0 commenti

Potatura del cotogno

Il cotogno (nome scientifico Cydonia oblonga) è un albero da frutto di medie dimensioni, la cui altezza massima in genere non supera i tre o quattro metri. Questa pianta proviene dall’Asia centrale e appartiene alla famiglia delle Rosaceae, esattamente come il melo e il pero che sono suoi “cugini” stretti.

È da diversi millenni che l’uomo coltiva il cotogno per ricavarne degli ottimi frutti che vengono perlopiù trasformati in squisite marmellate, e oggi esistono numerose varietà di questa pianta sia “maliformi” che “piriformi”. Esistono quindi frutti che vengono chiamati “mele cotogne” o “pere cotogne” a seconda del fatto che la loro forma tenda più allo sferico o all’allungato.

Ciononostante, si tratta solo di una somiglianza fisica, poiché dal punto di vista tassonomico si tratta di piante appartenenti a generi e specie diversi.

Potare il cotogno

Il cotogno è una pianta relativamente semplice da coltivare e in grado di regalare grandi soddisfazioni anche a chi non ha un gran dimestichezza con la frutticoltura, poiché si tratta di una specie resistente ai parassiti e alle malattie fungine che normalmente attaccano i frutteti.

Inoltre, con le giuste tecniche colturali e in particolare con una corretta potatura, il cotogno può produrre buone quantità di frutti nell’ottica della “massima resa, minimo sforzo”.

Il periodo ideale per eseguire la potatura è verso la fine dell’inverno, quando i geli più intensi sono ormai passati ma prima che nelle piante di cotogno abbia inizio la ripresa vegetativa.

Potatura di allevamento del cotogno

Negli orti e nei giardini le piante di cotogno sono molto apprezzate anche dal punto di vista ornamentale, poiché naturalmente tendono a formare una chioma di forma tondeggiante e regolare. Per questo motivo, gli interventi di potatura devono essere moderati ad eccezione dei primi anni di vita della pianta, nel corso dei quali si deve impostare nell’esemplare la sua forma definitiva (potatura di allevamento).


Una volta acquistata da un vivaio e messa a dimora nel terreno, una giovane pianta di cotogno deve essere fatta crescere secondo la struttura desiderata. È possibile optare ad esempio per una forma di crescita ad alberello, oppure per una pianta con impalcatura bassa nella quale i rami si dipartano dal tronco principale a un’altezza di circa un metro da terra.

Potatura di produzione del cotogno

Una volta che alla pianta è stata data la sua forma definitiva, la potatura di allevamento lascia spazio alle potature di produzione. Questi interventi devono essere finalizzati a mantenere la pianta produttiva e sana nel corso degli anni, facendo sì che anche la sua chioma continui a mantenere una forma regolare e ‘disciplinata’.

È molto importante che dal cotogno vengano rimossi tutti i rami che hanno già prodotto, poiché la loro crescita negli anni successivi alla fruttificazione sottrarrebbe inutilmente energie alla pianta. La medesima sottrazione di preziose risorse nutritive sta alla base dell’esigenza di potare anche i succhioni e i polloni, ovvero i rami che si generano ex novo dalla base o dal tronco della pianta.

Queste propaggini vegetative si generano a partire da cellule avventizie e la loro presenza è indesiderata se si vuole mantenere la chioma ordinata e la produttività stabile e duratura nel tempo.

Al contrario, nel corso di un intervento di potatura del cotogno è necessario preservare i rami dell’anno che porteranno frutto. Su di essi, infatti, in aprile comparirà un fiore singolo e poi un frutto, che maturerà solitamente tra la fine di settembre e la metà di ottobre.

Dal cotogno vanno eliminati anche i rami che si discostano eccessivamente dalla chioma, mentre i rametti laterali presenti in sovrannumero devono essere diradati.

Speronatura del cotogno

Nel malaugurato caso in cui la crescita del cotogno dovesse apparire stentata, la perdita di vigore può essere contrastata eseguendo la cosiddetta “speronatura”. Questa operazione colturale consiste in un drastico accorciamento della lunghezza dei rami, dei quali dovranno essere preservati solamente dei corti “speroni” con 2-4 nodi.

In seguito alla speronatura il cotogno viene stimolato a produrre nuovi germogli che consentiranno di migliorare la produzione nell’anno successivo.


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