Potatura del nespolo del Giappone

Le nespole sono frutti dolci e succosi molto apprezzati in estate e, anche se la loro diffusione sulle tavole degli italiani non è particolarmente ampia, questi frutti sono spesso coltivati in orti e giardini. Se anche voi possedete un nespolo del Giappone, proseguite nella lettura di questa guida per scoprire come prendervi cura al meglio di questa pianta, effettuando i corretti interventi di potatura.

Potatura del nespolo del Giappone

Nespolo giapponese o comune

Prima di indicare nel dettaglio come si esegue correttamente la potatura, è indispensabile comprendere esattamente con che pianta si ha a che fare, perché di nespoli esistono due diverse tipologie. Anche se talvolta capita che una specie sia erroneamente scambiata per l’altra, non bisogna confondere il nespolo del Giappone (Eriobotrya japonica) con il nespolo comune(Mespilus germanica). Mentre la prima specie proviene dal lontano continente asiatico e più precisamente – nonostante il nome – dalla Cina centrale, la seconda è invece originaria dell’Europa.

I frutti più apprezzati, e di conseguenza anche di maggiore interesse commerciale (per intenderci, le nespole dal colore arancione che si possono acquistare al supermercato) sono quelli del nespolo giapponese.

Al contrario, il nespolo comune produce frutti marroni che non possono essere mangiati subito dopo la raccolta. Dopo averli colti, essi infatti devono maturare in un ambiente protetto e asciutto per diventare commestibili, e questo la dice lunga sul perché la specie venga coltivata solamente dagli appassionati.

Identikit del nespolo del Giappone

Ma torniamo al ‘nostro’ nespolo giapponese: questa specie viene oggi coltivata in tutta Italia, con prevalenza nelle zone dal clima più favorevole come ad esempio la Sicilia e la Calabria. Il nespolo cresce sia sotto forma di cespuglio che come albero; l’altezza massima alla quale può crescere è di 8-10 metri, ma generalmente gli esemplari non superano i 3 o 4 metri.

Le foglie sono semplici, alternate e di colore verde scuro; il loro margine è seghettato, e raggiungono lunghezze di 10-25 centimetri. Queste lamine fogliari spesse e di grandi dimensioni, la cui consistenza è anche piuttosto coriacea, fa sì che la pianta del nespolo giapponese non sia adatta a crescere nelle aree ventose e dove le precipitazioni nevose sono più abbondanti. Il nespolo del Giappone cresce bene nelle zone soleggiate tutto l’anno, mentre nelle aree dal clima temperato è bene proteggerlo dal gelo eccessivo in inverno.

Oltre ad essere un apprezzato albero da frutto, in alcuni casi il nespolo viene anche coltivato a scopi ornamentali poiché si tratta di un sempreverde che con il suo spesso fogliame conferisce ai giardini un aspetto “tropicale”.

Come potare correttamente il nespolo del Giappone

In questa specie la fioritura va in genere da novembre a febbraio, mentre la maturazione dei frutti avviene in tarda primavera o estate. È proprio dopo la raccolta che si verifica il periodo ideale per la potatura degli esemplari di nespolo, poiché la pianta ha già fruttificato. In occasione di questo intervento vanno eliminati i rami secchi ed eventualmente attaccati da patogeni.

Un altro momento dell’anno nel quale la potatura si può effettuare è l’inverno, subito dopo che si sono formati i primi frutticini sulla pianta: se presenti in quantità eccessive, infatti, questi devono essere sfoltiti per consentire all’esemplare di concentrare le proprie energie nella formazione di frutti pieni e carnosi.

Il nespolo giapponese è una pianta che non sopporta le potature drastiche, pertanto gli interventi devono essere finalizzati a mantenere la chioma ordinata e di dimensioni contenute. È quindi bene eliminare i rami che crescono puntando troppo verso l’alto o verso l’esterno del fogliame, e naturalmente quelli secchi, danneggiati o indeboliti.

Si possono potare anche i rami che hanno già fruttificato, perché la produzione di nuovi frutti avviene sui rami dell’anno precedente.

In linea generale, è importante che la potatura del nespolo favorisca l’aerazione della chioma, per consentire ai frutti di maturare e per evitare l’insediamento di funghi o patogeni dannosi.

12 Commenti

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