Potatura del melo

Il melo è uno degli alberi da frutto più coltivati in Italia, non solo a livello estensivo ma anche in ambito domestico. Per coltivare un melo non è necessario essere dei veri “esperti”, ma per poter raccogliere una buona quantità di frutti e mantenere produttiva negli anni la pianta è indispensabile effettuare dei corretti interventi di potatura, descritti in questa guida.

Principi generali della potatura del melo

Prima di iniziare a parlare di come si esegue la potatura del melo, è indispensabile accennare alle caratteristiche morfologiche e biologiche di questa pianta. Il melo è un albero di dimensioni medio-grandi e, in natura, può facilmente raggiungere gli 8-10 metri di altezza. La sua chioma, se lasciata libera di crescere, assume una tipica forma globosa di solito leggermente a ombrello o appiattita.

Potatura del melo

Sul melo si possono trovare sia gemme miste che gemme a legno, che si trovano su diverse tipologie di rami quali:

  • Dardi o lamburde vegetative
    rami di un anno non produttivi, ma che nell’anno successivo si possono trasformare in lamburde fiorifere.
  • Lamburde fiorifere
    rami di due anni originatisi da un dardo, che presentano una gemma mista al loro apice. Dopo la formazione dei frutti, nella lamburda si accumula amido formando la cosiddetta borsa.
  • Borsa
    ramo di tre anni che presenta un ingrossamento nella sua parte apicale. Sul ramo sono evidenti le piccole cicatrici causate dal distacco dei frutti nell’anno precedente. Con la potatura è possibile eliminare le borse, ma si può anche scegliere di lasciarle sulla pianta dove potranno originare, nell’anno successivo, altri dardi e lamburde.
  • Zampe di pollo
    rami di quattro anni che in genere vengono eliminati con la potatura, dal momento che producono ormai solo frutti di piccole dimensioni.
  • Birindilli
    rami di un anno piuttosto sottili e flessibili, che presentano una gemma mista in posizione apicale. In seguito alla fruttificazione devono essere eliminati dalla pianta.
  • Rami misti
    rami di un anno che presentano una gemma apicale vegetativa e, lungo l’asse, alcune gemme miste.

Forme di allevamento del melo

Allo scopo di massimizzare la produttività del melo, la pianta deve essere potata in modo costante durante la sua fase di sviluppo in modo tale da conferirle la forma di allevamento desiderata. Oggigiorno le più diffuse forme di allevamento sono molto diverse rispetto a quelle di alcuni anni, fa quando la pianta veniva allevata prevalentemente “in volume”, ovvero lasciando che sviluppasse una chioma globosa (es. forme a vaso o a palmetta). Le attuali tendenze di allevamento prediligono forme appiattite e con una chioma di ridotto volume, che consentono di massimizzare la produttività e gli spazi a disposizione.

Principi generali della potatura del melo

Ecco come si svolge tipicamente la potatura del melo, dalla fase di allevamento sino a quella di produzione.

Potatura d’allevamento

In questa fase la pianta è ancora improduttiva, pertanto la potatura è finalizzata al suo sviluppo nella forma di allevamento desiderata. I rami vanno asportati seguendo la logica di lasciare solo alcuni tra quelli più vigorosi e sani, eliminando quelli deboli o in sovrannumero. È inoltre importante che i rami che vengono mantenuti sulla pianta siano distribuiti in modo equilibrato tra loro, in modo tale che il melo possa assumere una forma finale tendente al simmetrico.

Potatura di produzione

Una volta che la pianta è entrata nella piena fase produttiva, la potatura viene eseguita allo scopo di mantenere la forma di allevamento e, al tempo stesso, assicurare una adeguata fioritura e fruttificazione. Per questo motivo, non esiste una netta distinzione tra potatura di allevamento e di produzione, che sono notevolmente sovrapposte tra loro.

Per intervenire in maniera corretta è indispensabile conoscere le diverse tipologie di rami presenti sulla pianta, descritti precedentemente, ma anche la varietà di melo con la quale si ha a che fare. Alcune cultivar infatti concentrano la maggior parte della loro produzione su particolari tipologie di rami; ad esempio, la Golden Delicious e la Jonathan producono sui rami misti, la Imperatore tende a produrre sui birindilli, la Red Delicious su lamburde fiorifere e infine la Granny Smith su lamburde fiorifere oppure rami misti a seconda dell’innesto.

Ad ogni modo, la regola generale è: la frutta con le migliori caratteristiche organolettiche viene prodotta su rami giovani, pertanto ogni anno queste formazioni devono essere rinnovate anche sino al 20% del totale della chioma. Nella potatura di produzione non bisogna accorciare i rami, ma piuttosto diradarli allo scopo di lasciare la chioma arieggiata e luminosa ed evitare che la pianta investa troppe energie nella vegetazione a scapito della produzione.

Ecco cosa bisogna fare nel corso della potatura di produzione:

  • Diradare i rami di un anno, lasciandone una quantità adeguata che possa generare nell’anno successivo una buona dotazione di lamburde fiorifere.
  • Cimare i rami produttivi, eventualmente diradandoli.
  • Eseguire tagli di ritorno per rinnovare la vegetazione della pianta.
  • Eliminare le zampe di pollo, ormai irrilevanti ai fini produttivi.

A seconda della cultivar sarà necessario lasciare una maggior quantità dei rami responsabili della produzione. Ad esempio, nel caso della Golden Delicious i rami di un anno dovranno rappresentare circa il 70-80% di quelli produttivi, mentre per il restante 20-30% dovranno essere mantenute lamburde fiorifere.

Potatura verde (estiva)

La cosiddetta “potatura verde” viene effettuata – a differenza di quelle viste precedentemente, che sono invernali – quando la pianta è in piena fase vegetativa. Non si tratta di una pratica sempre necessaria, anzi; la potatura verde deve essere effettuata solo quando sulle piante più vigorose iniziano a comparire succhioni e germogli soprannumerari nelle zone più alte della chioma. Eliminando questi eccessi improduttivi di vegetazione si consentirà alla pianta di concentrare le proprie energie nell’ingrossamento dei frutti.

Il momento ideale per eseguire la potatura verde è nel pieno dell’estate, ovvero nel periodo che va dalla fine del mese di luglio sino alla prima decade di agosto. È importante che la potatura verde venga praticata al momento giusto, altrimenti non darà i risultati sperati o, nei casi peggiori, risulterà addirittura dannosa.

Diradamento dei frutti nel melo

Anche se non si tratta esattamente di un’operazione di potatura, il diradamento dei frutti è una pratica molto importante nella coltivazione del melo (così come di molti altri alberi da frutto), dal momento che le finalità sono le stesse. Questo intervento deve essere effettuato solo quando sulla pianta si forma una quantità di frutticini eccessiva, che se portati tutti a maturazione contemporaneamente non riuscirebbero ad accrescersi adeguatamente in dimensioni.

Nella frutticoltura su larga scala il diradamento viene effettuato con l’ausilio di trattamenti chimici, dal momento che sarebbe impossibile operare manualmente; nella coltivazione a livello “casalingo”, ovviamente, questa operazione deve essere svolta a mano.

I primi a venire eliminati devono essere i frutticini più piccoli e quelli che presentano segni di attacchi da parte di parassiti, o ammaccature causate da agenti atmosferici. Vanno mantenuti sulla pianta solo i frutticini sani, possibilmente equidistanziandoli tra di loro e lasciandoli distribuiti in maniera uniforme sulla chioma.

Approfondire la potatura del melo

Siti internet

Video sulla potatura del melo



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Questo articolo ha un commento

  • Radaelli Dario scrive:

    Molto chiaro pur nella brevità del testo. Utilissimo per un neofita come me. Mi metterò alla prova, poi Vi dirò come mi è andata con l’unica pianta disponibile.
    Lavoro da pensionato desideroso di altre soddisfazioni. La Natura si presta.

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