Potatura del pesco

Potatura del pesco

Potatura del pesco

17 maggio 2012 2 commenti

Principi generali della potatura del pesco

Qualsiasi specie vegetale, pesco compreso ovviamente, per poter crescere ha bisogno di spazio a sufficienza e il modo migliore per ottenere uno sviluppo sano e una produttività soddisfacente è fornire a ciascun esemplare uno spazio vitale adeguato con una accorta potatura.

Lo spazio necessario va considerato in funzione della forma di allevamento che si intende dare alla pianta e della vigoria del portainnesto; infatti, su portainnesti “deboli” si svilupperanno piante più piccole e meno ingombranti, mentre portainnesti molto vigorosi daranno origine a esemplari che necessitano di molto spazio. In termini pratici, i portainnesti deboli possono essere piantati abbastanza fitti (ad esempio 1-1.5 metri tra una pianta e l’altra e 3-4 metri fra una fila e l’altra), mentre gli esemplari vigorosi devono essere più distanziati, calcolando uno spazio vitale di almeno 15 o 20 metri quadrati per ciascuna pianta.

Potatura del pesco

Potare il pesco subito dopo l’impianto

Per la messa a dimora dei nuovi alberi di pesco bisogna scavare una buca di ampiezza adeguata, da 50×50 centimetri sino a 1×1 metro, con dimensioni che aumentano in caso di terreno particolarmente pesante e compatto. Un consiglio: il profilo dello scavo non deve essere concavo verso l’alto (a “U”), bensì convesso (ovvero a “U rovesciata”), allo scopo di evitare che l’acqua infiltratasi nel terreno si accumuli sul fondo della buca causando problemi di asfissia e marciumi radicali.

Per fare ciò, è sufficiente riempire la buca disponendo “a cono” la terra precedentemente estratta per scavarla. Il panetto di terra che contiene le radici della pianta va interrato in modo tale da far sporgere dal terreno la porzione di tronco che anche durante le prime fasi di vita era esposta all’aria: l’interramento non deve quindi essere né troppo superficiale, né troppo profondo. Prima di collocare il panetto di terra sul fondo della buca, è opportuno distribuire uno strato di 4 o 5 centimetri di terriccio di buona qualità per favorire il successivo sviluppo della pianta.

A questo punto, una volta interrato il panetto bisogna tagliare il fusto della pianta all’altezza di circa 80 centimetri dal suolo con un taglio obliquo, avendo l’accortezza di proteggere la superficie di taglio con del mastice cicatrizzante. I rametti che si dipartono dal fusto non possono essere lasciati così come sono, ma devono anch’essi essere cimati, tenendo in considerazione le gemme che portano. Su ciascun rametto laterale vanno lasciate almeno due o tre gemme che consentiranno il futuro sviluppo della pianta; ovviamente un ramo “orbo”, cioè senza gemme, è un ramo inutile perché non sarà in grado di crescere.


Potatura del pesco al primo anno

La potatura, nei primi anni di vita del pesco, viene eseguita allo scopo di conferire gradualmente all’esemplare la sua forma di allevamento definitiva. In aprile si interviene sulla pianta eliminando i germogli che si sviluppano nei primi 30 o 40 centimetri dell’astone, lasciandone solo 5 o 6 nella porzione apicale. Questi germogli devono essere scelti in base alla loro omogeneità di sviluppo, mantenendo solo i più sani e vigorosi.

Successivamente si esegue una potatura verde scegliendo proprio quei germogli che andranno a costituire l’impalcatura del vaso. Solo i germogli ben inseriti e disposti in modo regolare vanno mantenuti; quelli in sovrannumero vanno torti. Questa operazione di torsione favorirà l’attività fotosintetica senza tuttavia compromettere lo sviluppo e il vigore degli altri germogli.

Potatura negli anni successivi

Negli anni successivi il pesco va potato sempre seguendo un principio base: mantenere una gemma apicale che si svilupperà in altezza, diradando i rami sottostanti in modo tale da lasciarli con una disposizione “a lisca di pesce”.

Quando la pianta ha ormai raggiunto i tre o quattro metri di altezza, le dimensioni possono essere ormai considerate quelle finali e da qui in avanti bisogna intervenire con potature che mantengano l’esemplare nella forma di allevamento desiderata. Per fare ciò è importante che la potatura venga eseguita non sul legno giovane (di un anno), ma sui rami di almeno due anni. La pianta deve essere caratterizzata da fusto e rami spessi nella zona centrale, che digradano verso diametri più fini nelle aree periferiche della chioma. È importante eliminare soprattutto i germogli “in schiena”, ovvero quelli che si sviluppano verticalmente da fusti che presentano un andamento più o meno orizzontale.

Approfondire la potatura del pesco

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Libri

  • Il pesco. Moderni indirizzi di allevamento, coltivazione, difesa, irrigazione, nutrizione, conservazione, trasformazione e mercato – Curatori: C. Fideghelli, S. Sansavini – Editore: Il Sole 24 Ore Edagricole – Anno: 2005
  • La potatura del pesco allevato a vaso. DVD – Collana: Videocassette e DVD – Autore: Giovanni Rigo – Editore: L’Informatore Agrario – Anno: 2005
  • Il grande libro della potatura e degli innesti – Collana: Pollice verde – Autore: Adriano Del Fabro – Editore: Giunti Editore – Anno: 2003
  • Il pesco – Collana: Coltura & cultura – Autori: Carlo Fideghelli, Elvio Bellini, Carlo Cannella – Curatore: R. Angelini – Editore: Script – Anno: 2009

2 commenti già pubblicati

Aggiungiti alla conversazione
  1. #1 Cesare Barbi 9 dicembre, 2014, 15:53

    Molti testi raccomandano che, nella potatura primaverile, vengano eliminati i rametti che hanno fruttificato l’anno precedente.
    Ma come si riconoscono i rametti che hanno fruttificato da quelli che hanno portato frutti?

  2. #2 Cesare Barbi 9 dicembre, 2014, 15:56

    errata corrige
    …………………….da quelli che NON hanno portato frutti

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