Come coltivare le patate

Avete deciso di cimentarvi nella coltivazione della patate? Ecco allora tutto quello che dovete sapere in merito, dalla scelta del terreno al raccolto, dall’irrigazione alla scelta della varietà migliore. Armatevi di tanta pazienza e buona coltivazione a tutti!

Continuiamo a parlare di orto e di coltivazioni. Se siete alle prime armi è assolutamente normale non sapere da che parte iniziare, anche per quanto riguarda le coltivazioni che all’apparenza sembrano più semplici da affrontare. Le patate, per esempio.

Avete deciso di coltivarle ma proprio non avete idea di dove partire? Non preoccupatevi, è normale se vi siete avvicinati da poco all’attività dell’orto casalingo. Armatevi di buona volontà, di tanta pazienza e leggete la nostra guida sulla coltivazione delle patate. Vedrete che ben presto la vostra pazienza sarà premiata e potrete finalmente godere dei frutti del vostro orto. Allora siete pronti? Cominciamo!

La patata è un tubero, appartiene alla famiglia delle solanacee e ha origini molto antiche. La coltivavano già dall’antichità a 2000 metri di altezza sulle Ande del Peru e ha bisogno di un clima mite per crescere bene, al riparo da sbalzi di temperature troppo calde o troppo fredde.

Conosciuta in tutto il mondo, la patata è una delle piante più coltivate anche da chi, alle prime armi, si dedica a un orto casalingo. In cucina si utilizza molto, in diverse parti del mondo, anche in quelle più povere, e viene impiegata per lo più nella preparazione di contorni e di piatti unici.

Insomma, la patata è un classico all’interno dell’orto e tutti, anche i meno esperti, possono coltivarla con facilità. Basta solo seguire alla lettera tutte le indicazioni per farla crescere al meglio. Sappiamo che le patate, essendo tuberi, crescono sotto terra, e quindi è proprio dalla terra che dobbiamo partire per favorire una coltivazione e un raccolto bello e rigoglioso!

Partiamo dal terreno. Il terreno migliore per coltivare le patate ha un ph che si aggira intorno al valore 6 (in ogni caso inferiore a 7). Prima di iniziare a coltivarla è necessario concimare per bene il terreno, anche con del letame maturo che è sempre preferibile al concime essiccato. Ci vorrà un po’ di pazienza perché il terreno richiede una grande lavorazione in profondità, anche a 30-40 cm, che serve a scongiurare il ristagno dell’acqua.

Il periodo migliore per seminare le patate è la primavera, quando le temperature sono miti, e superano i 10 gradi. Il sud Italia, zona che notoriamente ha sempre temperature più miti, può fare un eccezione e procedere anche con una semina autunnale, a settembre-ottobre. Se invece coltivate le patate nel nord Italia, o vi trovate in una zona del centro Italia, allora non avete molto scelta e dovrete seminare rigorosamente in primavera. Pena: un raccolto completamente sbagliato!

Si semina per file, distanziate l’una dall’altra di 70. Si sistema una patata ogni 25 cm circa lungo ogni fila preparata, a 10 cm di profondità nel suolo. In alternativa, un altro metodo prevede di sistemare la patata in superficie e poi coprirla con circa 10 cm di terra,  in modo che la pianta possa beneficiare della parte più soffice del terreno. Questa tecnica è particolarmente per un suolo molto compatto o particolarmente umido.

Il vero seme è quello contenuto all’interno delle palline verdi che spuntano dopo la fioritura, mentre il tubero è rappresentato dal fusto che per la pianta ha la funzione di riserva di amido. Se seminate partendo dalla talea potrete usare patate intere ma anche dei piccoli pezzi di tubero( se necessario potete dividere il tubero per avere più sementi).

Il taglio deve essere praticato a spicchi. Non dividete quindi a metà, perché in genere le gemme si trovano sul versante opposto allo stolone. Per scorgere meglio le gemme potete sistemare le patate al caldo e bagnarle appena per inumidirle ogni due giorni: a questo punto dopo una settimana i germogli cresceranno fino a 1-2 cm e potrete procedere alla divisione dei tuberi.

Fate attenzione quando andrete a maneggiare i germogli appena nati quando procederete con la messa a dimora. Dopo il taglio lasciate asciugare qualche giorno e poi mettere le patate a dimore. In questo caso, non è importante la posizione della patata sul terreno.

Dopo 20 giorni dalla semina vedrete spuntare le prime due foglie. In genere i germogli si rovinano in caso di gelata e per questo motivo è meglio seppellire le due piccole foglie nel momento in cui la metà delle piante vi ha regalato le prime foglie. Ricordatevi anche di eliminare le prime erbe infestanti e le erbacce e di aiutare la pianta nell’allungare il suo stelo, per aumentare la produzione di patate.

Quando sarà passato ormai un mese, potete procedere con una rincalzatura. Distribuite uno strato di concime per prima cosa e cercato di creare sulla pianta una sorta di cumulo di circa 30 centimetri, che vi aiuterà a riparare i tuberi dal sole.

Per coltivare bene le patate potete procedere con due tipi di irrigazioni. La prima è l’irrigazione a scorrimento, mentre la seconda è l’irrigazione a pioggia. Il momento ideale per bagnare le piante, come sempre, è  il mattino presto, quando le temperature sono più fresche.

Forse non tutti sanno che il controllo della temperatura è fondamentale per prevenire malattie della pianta di patata. A 18° C, infatti, inizia ad agire la peronospora e per non incentivarla è meglio irrigare presto le piante. Ci sono dei periodi in cui la pianta avrà bisogno di più acqua: quando compaiono i boccioli e quando la fioritura sarà ultimata.

Le patate crescono piuttosto velocemente e in genere il raccolto è sempre abbondante: possiamo stimare la resa in un campo di patate in circa 3-4 kg di tuberi per metro quadro di pezzo di terra coltivata. Nell’orto di casa, ovviamente, sarete voi a dover calcolare la quantità necessarie anche in base al consumo familiare.

Il raccolto è il momento più soddisfacente del lavoro. Se volete raccogliere le patate novelle dovrete farlo quando la pianta è ancora verde, mentre se volete raccogliere le patate normali, potrete farlo semplicemente a fine fioritura, quando sarete sicuri che il tubero si sarà formato completamente. Ricordate che il tempo di maturazione può variare a seconda della varietà che avete deciso di piantare, oltre alle condizioni climatiche della luogo in cui vi trovate. In ogni caso, vale la regola del buon senso: provate a raccogliere una patata, ispezionatela e valutate se è il caso di procedere con il raccolto.

Ma come capire se le patate si possono raccogliere? Esiste un trucco molto semplice: basta strofinare la buccia. Se la buccia non si stacca facilmente questo significa che è arrivato il momento di raccogliere le patate. Potete mangiare le patate anche se non sono ancora pronte, ma ricordate che solo le patata ben maure riescono a conservarsi per molto tempo.

Ultimo consiglio: la raccolta si esegue con la forca. Sollevate la zolla di terra ed estraete tutti i tuberi che si sono formati in corrispondenza delle radici.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *