I Ripari e le stufe

I Ripari e le stufe

coltivazione piante in stufe e stanzoni


“Paese che vai, vegetazione che trovi”. Spesso, però, l’uomo non si accontenta delle piante che ha e ha il bisogno contento di coltivare altre specie provenienti da paesi stranieri e che, purtroppo, hanno climi e suoli differenti. Perciò, per esaudire le esigenze di tali persone è necessario ricreare l’habitat ideale di queste piante, riproducendo le stesse condizioni ambientali, gli stessi terreni e riparandole dagli agenti atmosferici. Ed è così che sono nati i ripari e le stufe.

I ripari possono essere naturali o artificiali: i primi vengono costruiti in base all’orientamento e alla direzione del sole, ancora meglio se il terreno è in leggera pendenza. E’ possibile anche costruire dei muri per ottenere un’esposizione migliore, metodo usato soprattutto per le colture a spalliera di piante da frutto. L’altezza dei muri oscilla dai 2,50 ai 3 metri con uno spessore di circa 40 cm. e devono essere intonacati per non creare danni agli animali nelle zone circostanti. Sulla sommità devono essere muniti di tettino sporgente di circa 30 cm.

Riguardo agli innesti, per alcuni vengono usate delle campane di vetro che, però, hanno il difetto di essere troppo fragili e, di conseguenza, hanno bisogno di molta cura e un’eccessiva spesa di mantenimento. Le campane formate con vari pezzi, invece, hanno un prezzo maggiore ma sono molto più funzionali e meno soggette a rotture. In tal caso, la spesa per aggiustarle è minima. Le campane di vetro possono facilmente essere sostituite con altri ripari più convenienti ed economici.


Le stufe

Le stufe sono tutti quei luoghi destinati alla conservazione e alla coltura di quelle piante (provenienti da paesi con climi caldi) durante il periodo invernale. Alcune stufe hanno una temperatura più alta rispetto a quella esterna, mentre in altre la temperatura è creata in modo artificiale. Le stufe, in base ai gradi della temperatura, possono dividersi in: stufe calde, stufe temperate, tepidari e stanzoni. In quelle calde e temperate, la temperatura media viene creata e conservata artificialmente e ricreare sia un caldo secco che un caldo umido. Il caldo secco fuoriesce da un tubo di ferro speciale, di varia grandezza, posizionato nella stufa secondo uno schema ben preciso, attraverso il quale defluisce una corrente di fumo e aria calda. Il calore generato toglie l’umidità nell’atmosfera della stufa, rendendola secca. Il caldo, invece, è generato da un termosifone, in cui defluisce acqua calda all’interno di tubi metallici. Il metallo migliore scelto per questi tubi, di solito, è il rame grazie alle sue innumerevoli proprietà e caratteristiche.

I tepidari e gli stanzoni

I tepidari e gli stanzoni sono semplicemente dei luoghi di conservazioni e non sono dotati di riscaldamento artificiale. Però, in occasione di inverni molto rigidi, è buona norma inserire all’interno di essi apparecchiature ad-hoc per il riscaldamento. Questo perché le piante all’interno dei tepidari sono molto più delicate rispetto a quelle collocate negli stanzoni e non sopportano bruschi cali di temperatura. Infatti, è importante fornire alle piante, oltre al calore, anche la luce necessaria. La luce deve essere maggiore nelle stufe calde e temperate in cui si svolgono la conservazione e le colture, mentre sarà minore nei tepidari in cui sono collocate piante meno raffinate, ancor meno negli stanzoni che hanno solamente la funzione di conservazione.

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