Cocciniglia del fico o ceroplaste

Cocciniglia del fico o ceroplaste

Cocciniglia del fico o ceroplaste

Identificazione della cocciniglia del fico o ceroplaste

La cocciniglia del fico o ceroplaste, nome scientifico Ceroplastes rusci, è un rincote che come si desume dal nome tende a colpire soprattutto questa specie arborea. In realtà è bene tener presente che il suo raggio d’azione è molto più ampio, dal momento che la si può rinvenire anche su agrumi, olivo, specie ornamentali (alloro, oleandro, platano, agrifoglio…), ma anche su vite, pero ed albicocco. Attualmente è diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo, Italia compresa.


Questo insetto polifago si presenta ricoperto di uno scudetto, meglio detto follicolo, che a seconda del sesso assume un aspetto diverso. Nelle femmine è tondeggiante, spesso e di colore rossiccio o bianco rosato a seconda del fatto che esse siano in grado di produrre uova o meno, con otto placche regolari lungo il bordo e una più grande al centro, caratterizzate da punteggiature di colore più chiaro. I maschi del ceroplaste, di minori dimensioni e dalla forma più appiattita, sono protetti da un follicolo grigiastro di forma ellittica con un elemento centrale in rilievo di colore bianco e una serie di “punte” anch’esse biancastre che si dipartono dal bordo.

Gli esemplari di cocciniglia del fico tendono ad aggregarsi in colonie, insediandosi soprattutto lungo le nervature delle foglie ma anche su rametti sottili, germogli e frutti.


cocciniglia

I danni determinati dalla specie Ceroplastes rusci

La cocciniglia del fico è un insetto estremamente dannoso per le piante, soprattutto quando le colonie sono numericamente consistenti: ogni insetto infatti punge i tessuti per cibarsi della linfa, indebolendo la pianta a un punto tale che essa può addirittura arrivare alla morte per deperimento. In caso di attacchi meno gravi il danno è comunque consistente, poiché la pianta presenta uno sviluppo stentato e le zone colpite tendono a disseccare.

Il ceroplaste, inoltre, produce una sostanza densa e zuccherina conosciuta con il nome di melata, che si appiccica tutt’intorno e rappresenta un substrato di crescita favorevole per fumaggini ed altri funghi che, insediandosi sui tessuti vegetali, determinano un ulteriore danno.

Qualora le punture nutrizionali della cocciniglia del fico fossero localizzate sui frutti, questi subirebbero un notevole deterioramento qualitativo e potrebbero anche non essere consumabili.

Come si combatte la cocciniglia del fico

È bene sapere che il Ceroplastes rusci è in grado di compiere solamente una generazione all’anno, con le femmine che depongono le uova all’inizio dell’estate (ogni femmina può produrne sino a 1500!). Le neanidi, ovvero gli stadi giovanili, iniziano a comparire in luglio/agosto. È proprio questo il momento giusto per intervenire, dal momento che le neanidi essendo prive dello scudetto risultano particolarmente vulnerabili; meno efficaci sono invece i trattamenti effettuati sugli esemplari adulti di ceroplaste, perché il follicolo protettivo ostacola la penetrazione dei principi attivi contenuti negli insetticidi.

Contro la cocciniglia del fico e soprattutto i suoi stadi giovanili è possibile impiegare prodotti come ad esempio oli minerali, insetticidi fosforganici, carbammati e formulati a base di piretro.

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