Luppolo: coltivazione

Luppolo: coltivazione

Come coltivare il luppolo

Il prodotto che tutti noi conosciamo come uno degli ingredienti fondamentali della birra deriva dai fiori femminili, botanicamente detti “strobili”, della pianta del luppolo. Il suo nome scientifico è Humulus lupulus, e oltre ad essa esiste anche la specie Humulus japonicus, che però non viene impiegata a scopi alimentari.


Questi fiori del luppolo sono di forma conica, assomigliano a una piccola pigna e sono apprezzati sin dall’epoca medievale per le loro proprietà antibatteriche che consentono di preservare a lungo la birra, ma anche di conferirle il tipico sapore amarognolo.

Coltivazione del luppolo

Il luppolo viene inoltre impiegato per la produzione di bevande come ad esempio il Malta sudamericano, una sorta di birra analcolica detta anche “birra dei bambini”, oppure lo Julmust, una bibita svedese analcolica a base di malto tipica del periodo natalizio. Con il luppolo si possono anche preparare tisane erboristiche e, sempre per quanto riguarda la medicina alternativa, questa pianta viene impiegata per il trattamento dell’ansia e dell’insonnia dal momento che ha effetti simili a quelli della valeriana.

Il luppolo è una pianta erbacea perenne di aspetto vigoroso e dal portamento rampicante. Nonostante la specie di interesse commerciale sia solo una, oggi vengono coltivate in tutto il mondo moltissime diverse varietà di luppolo, ciascuna con le sue caratteristiche distintive. Una curiosità: il primo produttore mondiale di luppolo è la Germania, con oltre 34 mila tonnellate all’anno, seguita dagli USA (23 mila) e dalla Cina (10 mila).

Esigenze colturali del luppolo

Le piante di luppolo crescono bene nei climi temperati umidi, come ad esempio quelli dell’Europa e dell’America del nord; in Italia la coltivazione di questa specie dà buoni risultati soprattutto nelle zone settentrionali. Il luppolo è inoltre molto resistente al freddo, e in inverno ha bisogno di un certo numero di giorni a basse temperature per poter dare un buon raccolto l’anno successivo.

Essendo il luppolo una specie rampicante, essa necessita di supporti verticali ai quali aggrapparsi. È consigliabile abbondare con la lunghezza dei tutori, che si possono anche unire trasversalmente l’uno all’altro mediante dei fili, poiché anno dopo anno le piantine di luppolo possono crescere anche fino a 6 metri di altezza e oltre!

È importante che le piantine di luppolo vengano collocate in un luogo ben assolato e dunque rivolto a sud; esse cresceranno ugualmente anche in zone esposte a est o ovest, ma non con la stessa vigoria.


Il luppolo dà il meglio di sé quando viene fatto crescere in un terreno soffice, ricco di sostanza organica e con una adeguata umidità, dotato di buone capacità drenanti e mai eccessivamente umido. Per soddisfare le sue esigenze è quindi consigliabile, ogni primavera, incorporare nel terreno del concime organico (letame, compost o stallatico) a circa una trentina di centimetri di profondità, eventualmente con un’aggiunta di fertilizzante a lenta cessione.

Per una produzione ottimale di luppolo, il pH del substrato di crescita dovrebbe essere compreso tra 6.5 e 8.

Le innaffiature devono essere frequenti, ma mai eccessive; un ottimo sistema che si può impiegare è l’irrigazione a goccia, ideale anche per le coltivazioni in vaso sul terrazzo.

Avviare una coltivazione di luppolo

Nel luppolo i fiori maschili e quelli femminili sono portati da esemplari distinti: pertanto, siccome solo i fiori femminili sono di interesse produttivo, e verrebbero compromessi dall’impollinazione, gli esemplari maschili non trovano spazio nelle coltivazioni.

A questo punto la domanda sorge spontanea: come si fa a ottenere solo piante femminili? Semplice, per via vegetativa: asportando da un esemplare di luppolo un ramo, e collocandolo nel terreno, da esso si svilupperà una pianta simile in tutto e per tutto alla madre. Chi invece parte dal seme per coltivare il luppolo dovrà avere l’accortezza di sfoltire le piantine eliminando quelle indesiderate.

In commercio è possibile trovare luppolo a mazzetti avvolti da uno strato di pacciamatura, selezionato e pronto per essere piantato: è bene compiere questa operazione prima possibile, eventualmente riponendo il tutto in frigorifero durante l’attesa. Per lasciar loro sufficiente spazio per crescere negli anni a venire, le piante di luppolo devono essere trapiantate nel terreno ad almeno un metro di distanza.

La crescita del luppolo

Dopo aver piantumato nel terreno le giovani piantine di luppolo bisognerà attendere che crescano sino alla lunghezza di circa 20-30 centimetri; dopodiché, si potrà cominciare ad avvolgerle intorno ai supporti verticali in senso orario. Giorno dopo giorno si potrà osservare l’apice delle piantine seguire il sole muovendosi da est a ovest, e avvolgersi progressivamente intorno al tutore.

Durante il primo anno di vita la piantina di luppolo crescerà sino all’altezza di circa un metro e mezzo dal suolo, e non bisogna attendersi una gran produzione perché tutte le sue energie in questa fase vengono convogliate alla crescita dell’apparato radicale. Dal secondo anno in poi, però, la fioritura inizierà a dare le prime soddisfazioni.

Fioritura e raccolta del luppolo

Nel luppolo i fiori si sviluppano in primavera-estate, a seconda delle latitudini, e in genere sono pronti per la raccolta nei mesi di agosto o settembre. I piccoli coni devono essere asportati dalla pianta di luppolo quando, al tatto, da vellutato/umida la loro superficie passa a una consistenza simile a quella della carta.

Il raccolto va essiccato accuratamente prima di riporlo nei contenitori per la conservazione, e utilizzarlo per produrre la prossima birra: insomma, per gli appassionati homebrewer che hanno anche il pollice verde, la coltivazione del luppolo è un ottimo modo per conciliare entrambi gli hobby!

16 commenti già pubblicati

Aggiungiti alla conversazione
  1. #1 Massimo 21 luglio, 2013, 07:13

    Grazie !
    Scritto in modo semplice ed essenziale

  2. #2 gian carlo ceccarelli 29 luglio, 2013, 15:48

    mi ha spiegato in maniera molto chiara grazie

  3. #3 Oreste 21 novembre, 2013, 18:13

    Ottima descrizione spiegata nel modo comprensibile a tutti,
    Complimenti.

  4. #4 Mib 15 maggio, 2014, 22:15

    puoi suggerire qualche nome di fornitore dove trovare le piantine? Non esistono quindi varietà italiane (o anche “perdute”) di questa pianta?

  5. #5 Franco 6 giugno, 2014, 11:31

    Domanda…
    Necessita di trattamenti ? E se si quali e in che cadenza.
    Grazie per la spiegazione chiara e molto semplice.

  6. #6 Lello Lombardi 28 ottobre, 2014, 20:09

    Si tutto chiaro e ottimo, ma dove si acquistano quest piantine?

  7. #7 osvaldo sorbelli 4 novembre, 2014, 00:12

    puoi suggerirmi qualche nome di fornitori di codeste piante e come si trattano al meglio? Ho un grande terrazzo, esposto a tutte le intemperie, posso pensare di realizzarci un pergolato? saluti e grazie.

  8. #8 Antonio 26 novembre, 2014, 11:11

    sarei interessato ad intraprendere una coltivazione sperimentale di luppolo, dove potrei trovare un fornitore di piantine?
    Grazie.

  9. #9 orazio nastasi 21 marzo, 2015, 18:15

    saluti grazie dll’articolo vorrei indirizzi per aquistare piantine grazie saluti

  10. #10 valentino 23 marzo, 2015, 12:27

    Mi puoi indicare un sito internet dove posso acquistare rizomi di saaz fuggle east kent golding grazie

  11. #11 marco 15 aprile, 2015, 20:42

    Dove si possono trovare le piantine o rizomi di luppolo?

  12. #12 simone 20 aprile, 2015, 16:49

    Ciao chiedo scusa, ho piantato una pianta di luppolo e questo è il secondo anno che ccresce sul balcone.
    Ad oggi (20 aprile) ha raggiunto una altezza di circa 2 metri e mezzo ma non vedo ancora spuntare nessun tipo di fiore. È un problema o basta aspettare?
    Grazie

  13. #13 Antonio 14 settembre, 2015, 15:31

    Salve,sono un agricoltore con azienda agricola nel mantovano.
    Sarei disposto a coltivare il luppolo, prima in un piccolo appezzamento ,circa 2000 mq per vedere in un prossimo futuro di ampliare la coltivazione.
    Ogni quante piante va’ posto il tutore ?
    Quale distanza tra fila e fila?
    Quanti fili e a che distanza vanno posti tra i vari tutori ?
    La probabile produzione ad ettaro di infiorescenze secche ?
    Nei nostri fossi esiste il luppolo selvatico che cresce benissimo e sembra resistere ad attacchi funginei e di parassiti animali………potrebbe essere utilizzato commercialmente ?
    Grazie per la risposta……Antonio

  14. #14 giancarlo 4 agosto, 2016, 15:33

    giancarlo (lecce)salve in friuli mi hanno regalato delle piante selvatiche di luppolo prese da un bosco fa i grappoli piccolissimi che sembra uva . puo’ essere usato per fare la birra. spero in una vostra risposta grazie

  15. #15 Massimiliano 22 settembre, 2016, 15:56

    Grazie della spiegazione, vorrei sapere abitando in Veneto se é possibile e quanto sarebbe redditizia la coltivazione al posto di mais e frumento

  16. #16 eurogin 31 marzo, 2017, 17:22

    Salve vi chiedo ma il luppolo le varietà per fare le birre si può usare per fare anche tisane..? E in che percentuale si usa per le tisane . Dove posso comprare …!!!!

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